Ambiente

Amianto, Degli Angeli (M5S):
"Ecco i dati in ATS Valpadana"

Le previsioni sono quelle di smaltire entro il 2027 circa 830 mila m³ di amianto, ma bisognerà aspettare il 2032 per giungere al definitivo smaltimento.

“Facendo fede ai dati 2020, in Lombardia ci sono 213.483 siti con presenza di amianto segnalati da soggetti pubblici e privati alle diverse Ats. E mentre le analisi condotte mostrano che le province che effettuano più segnalazioni sono Milano, Bergamo, Brescia e Cremona, il distretto dell’Ats Valpadana, un’area già fortemente compromessa sotto il profilo ambientale e sanitario, risulta  avere la maggior presenza di amianto rilevato”.

Lo spiega Marco Degli Angeli, consigliere regionale M5S e presidente del Comitato Paritetico di controllo e valutazione in Regione Lombardia (CPCV) il quale, a seguito dell’esame condotto dal CPCV sulla relazione n.133/2021 inviata dalla Giunta al Consiglio regionale e avente come oggetto:“Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto”, ha chiarito come a preoccupare sia ancora l’enorme presenza di amianto in tutta la Lombardia, nonostante le bonifiche effettuate finora.

A destare maggiormente è la presenza di amianto nelle tubature idriche comunali. “Oggi – spiega Degli Angeli – le reti idriche comunali sono di fatto legate alla presenza di cemento-amianto”. Numeri alla mano, grazie alle Ats che hanno supportato i Comuni è stato possibile fare un censimento (parziale): su 1.507 comuni, solo il 49% di questi ha aderito, ossia un totale complessivo di 737 comuni. “Per quanto riguarda il distretto dell’Ats Valpadana  hanno aderito 156 comuni, mentre sul totale degli Enti comunali, il dato è preoccupante: nel 22% dei casi è stata rilevata presenza di amianto, per un totale di 6.571 tonnellate. Solo nell’Ats Valpadana ci sono 1.755 tonnellate di compatto, ossia il 27% sul totale complessivo. Segue il distretto di Pavia che registra invece il 21% con 1.380 tonnellate e Ats Bergamo che con il suo 20% registra 1.333 tonnellate.

Significativo è poi un altro dato: se in generale, la quantità di amianto compatto rimossa nel 2018 rispetto al 2019 in Lombardia ha subito un decremento del 4,2, in alcune province il dato registra invece il segno più. È il caso del distretto dell’ Ats Valpadana: se nel 2018 sono stati rimossi 10.317.362 kg di compatto, nel 2019 sono stati rimossi invece 14.739.449 kg, con una variazione del 43% circa. Basti infatti pensare che nel 2019 sono stati condotti interventi di bonifica degli impianti di raffinazione dell’ex Raffineria “Tamoil e interventi di rimozione della pavimentazione nella palestra della scuola “Virgilio” di Cremona, nonché la rimozione di flange e guarnizioni e della pavimentazione della Centrale Telecom di Crema.

“A fronte di questi dati – aggiunge il consigliere – è fondamentale che lo smaltimento di amianto si velocizzi e si uniformi in tutta la regione, soprattutto considerando l’alto numero di persone che ha contratto un tumore a seguito dell’esposizione di amianto”.
Si stima infatti che, in tutta la Lombardia, i lavoratori esposti ad amianto siano stati circa 4.576 nel 2018, in aumento di 400 unità rispetto al 2017 e di 4.582 nel 2019. I cittadini esposti sono stati invece circa  161 nel 2018 e 377 nel 2019, più del doppio.
Il nostro obiettivo – ha spiegato Degli Angeli – è quello di prevenire i rischi per l’ambiente e tutelare il benessere delle persone. Per questo motivo chiediamo alla Giunta che venga presentata una relazione dettagliata a cadenza biennale e che, soprattutto, le informazioni fornite siano il più aggiornate possibile. Nella prossima rendicontazione, prevista per il 2023, ci aspettiamo pertanto che i dati vengano aggiornati al 2022”.

Degli Angeli ha poi sottolineato come, facendo riferito ai dati del MUD (Modello unico di dichiarazione ambientale), Arpa ha condotto un’analisi sui rifiuti smaltiti stabilendo che il 95% di questi derivi da materiale di costruzione contenente amianto. Le previsioni sono quelle di smaltire entro il 2027 circa 830 mila m³ di amianto, ma bisognerà aspettare il 2032 per giungere al definitivo smaltimento.
Conclude Degli Angeli: “Attendere questa data, considerando (dati 2007) che su un volume complessivo di 2,8 milioni di m³ la provincia di Cremona registra 170.014 m³, significa fare attendere e mettere ulteriormente a rischio la salute dei cittadini”.

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