Cultura
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Il mal d'Africa e non solo:
alla scoperta di "Pelle d'ebano"

"Posso dire di provare ciò che viene definito mal d’Africa ma al contempo provo attrazione anche per Parigi, la Francia, i Paesi balcanici, eccetera eccetera. Questo perché non mi attira la distinzione tra il bianco e il nero, preferendo gli aspetti pluricromatici".

La Fondazione Sanguanini di Rivarolo Mantovano ha ripreso i periodici ed interessanti incontri di letteratura sospesi per la nota emergenza pandemica. Venerdì è stata ospite nell’elegante ambiente ricco di libri e quadri alle pareti, Silvia Storti Shelyta, insegnante presso l’Università di Mantova e Milano. A lei la casa editrice “Cose d’Africa” ha affidato il compito di tradurre un libro scritto da Marie Otton, intitolato “Pelle d’Ebano”.

Come è facile intuire dal titolo e dall’immagine di una splendida donna nera in copertina, il romanzo è ambientato nel continente africano e precisamente in Camerun. Qui si sviluppa la trama che racconta di un omicidio e di una giovane donna che non usa preamboli per far carriera e ottenere successo. Obiettivi raggiunti pienamente e che le danno la possibilità di attraversare i sobborghi e le bidonville di Yaoundè a bordo di una fiammante Ferrari.

Alla giovane docente rivarolese dall’eloquio fluido e accattivante, è stato chiesto delle difficoltà nel tradurre i libri scritti in lingua originale e spesso contenenti termini nell’idioma locale. Una capacità che le deriva dalla conoscenza delle lingue e dall’amore verso i Paesi stranieri. Nel romanzo ambientato in Camerun, illustrato nella saletta della Fondazione Sanguanini, davanti ad un numeroso pubblico, è stata messa in evidenza la forte simpatia per il continente nero, dove però la traduttrice italiana ha ammesso di non essere mai stata.

“Posso dire di provare ciò che viene definito mal d’Africa ma al contempo provo attrazione anche per Parigi, la Francia, i Paesi balcanici, eccetera eccetera. Questo perché non mi attira la distinzione tra il bianco e il nero, preferendo gli aspetti pluricromatici, le etnie multiformi e le culture ad esse collegate” ha detto Silvia.

I prossimi inconti nella Biblioetca Sangaunini di Rivarolo  prevedono per venerdì 20 maggio la commedia breve in prosa di Claudio Fraccari “Le Spine della Rosa” e il venerdì successivo “Tarek e gli altri” con Antonio Pizzoni e il figlio adottivo Tarekquijman Pizzoni Molla. A dialogare con gli autori l’editore Dario Bellini. Inizio previsto sempre attorno alle ore 21.

Ros Pis

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