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Case di comunità, nel Cremonese
saranno 4. Una a Casalmaggiore?

L’assessore ha poi approfondito il tema delle altre case di comunità che sorgeranno sul territorio, e che, ha spiegato l’assessore, saranno 4 in tutto, per un investimento totale di 25 milioni: oltre a quella di Soresina, ce ne saranno due a Cremona, una nel complesso di San Sebastiano e una in viale Trento Trieste, nell’ex Inam. Infine ce ne sarà una quarta a Casalmaggiore.

La prima casa di comunità ha aperto venerdì i battenti a Soresina: per l’inaugurazione era presente il vice presidente di Regione Lombardia Letizia Moratti, che sta portando avanti la riforma della sanità territoriale, di cui queste strutture sono parte integrante, e mirano ad un potenziamento. “Esse prevedono una presa in carico della persona e non solo della malattia, attraverso il lavoro di un’equipe multidisciplinare, che comprende medici di famiglia, medici specialisti e infermieri di comunità, e che si integra poi con i servizi sociali” ha spiegato Moratti, intervistata in diretta su Cremona1 durante il Tg.

“In queste strutture  i cittadini trovano cure primarie, specialistica ambulatoriale, assistenza domiciliare di base, punto prelievo, screening, e via di seguito. Tutti servizi che racchiudono in un unico punto tutta la possibilità di presa in carico. Questa modalità si adatta poi ai diversi territori con servizi aggiuntivi che si basano sulle esigenze degli stessi. A Soresina ad esempio ci sarà il servizio di teleriabilitazione per gli over 65 con patologie croniche”.

L’assessore ha poi approfondito il tema delle altre case di comunità che sorgeranno sul territorio, e che, ha spiegato l’assessore, saranno 4 in tutto, per un investimento totale di 25 milioni: oltre a quella di Soresina, ce ne saranno due a Cremona, una nel complesso di San Sebastiano e una in viale Trento Trieste, nell’ex Inam. Infine ce ne sarà una quarta a Casalmaggiore. Quest’ultima non è ancora confermata mentre ci sarebbe una richiesta per Cingia de Botti, che avrebbe gli spazi idonei alla realizzazione.

“San Sebastiano è un presidio che sta molto a cuore ai cittadini cremonesi” ha spiegato Moratti. “In questo momento nell’ex ospedale  psichiatrico sono attivi servizi di riabilitazione per la salute mentale, che rimarranno. La progettazione della casa di comunità è praticamente finita, quindi a breve si aggiungeranno in questa sede nuovi servizi. Più avanti sarà previsto anche un restyling, quando ci saranno a disposizione i fondi del Pnrr”.

Cautela, da parte del vice presidente, sul tema del Dea di secondo livello, la cui ipotesi di realizzazione riguarda Mantova, ma non Cremona. “La Regione prevede 13 Dea di secondo livello più un ulteriore 14esimo in Val Camonica” ha spiegato Moratti. “Il tema di Cremona riguarda la realizzazione del nuovo ospedale, dove saranno inserite tutte le specialità necessarie alla cura e a rispondere ai bisogni dei cittadini. Non è un problema di etichette o di derby tra due città: Mantova sarà Dea di 2 livello mentre Cremona avrà tutti i servizi necessari per i bisogni dei cittadini cremonesi” ha concluso.

lb

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