Cronaca
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Casa Giardino, Picnic
al Centro Natura Amica

Non tutto si può raccontare dei tanti momenti dei ragazzi di Casa Giardino, è tanto quello che teniamo per noi, che sedimenta dentro ogni volta, con la medesima forza. E bellezza. Ieri è stata la giornata del Pic Nic al Centro Natura Amica

Marisa che ti chiede di far due passi. Due, al minuto, ma il tempo poi ha poca importanza. Marisa che vuole una fotografia di fianco all’asino. Non troppo vicino (un po’ lo teme anche se accenna a qualche carezza). Patrick che vuole un’intervista, ringrazia tutti davanti alla videocamera con un sorriso contagioso, che vuole riguardare le riprese e ride fortissimo, ti invita al suo compleanno come se ti vedesse sempre e da sempre, come se poco importasse poi la quantità del tempo ma fosse enormemente più importante la sua qualità. Giampaolo che si preoccupa per te, ti chiede come stai e ti invita a riposare “Perché è importante riposare” e ti vuole vicino, per raccontarsi e raccontare. Matteo che ti guarda e cerca di dirti qualcosa con la voce che non ha più, con i movimenti che controlla sempre meno. Con gli occhi, che sono sempre gli stessi e ti fanno sentire leggera ogni altra cosa di fronte alla sua voglia, alla sua forza di essere al mondo. Morena che balla appena sente un po’ di musica, che ti saluta e ti dice, quando ti avvicini un po’ di più, di essere contenta. Suor Maria che ti abbraccia forte, mamma tra le mamme, e mostra tutta la sua gioia nel vederti così come la mostra con tutti. Suor Maria che insegna, ogni volta, che l’amore è l’unica energia che non si consuma, che c’è se c’è e – se c’è – è destinato sempre e comunque a ingigantirsi e a farti sentire bene. I volontari, da quelli di più lunga data a quelli più recenti, tutti con lo stesso entusiasmo e disponibilità: da chi segue i ragazzi ai fuochisti del Centro Natura Amica. Gli asini. C’è un infinita dolcezza in quegli asini. La vedi tutta quando qualcuno dei figli di Casa Giardino si avvicina per carezzarli. Abbassano la testa, ti avvicinano il muso in maniera lieve, quasi impercettibile. Si adattano al controllo dei movimenti di qualunque dei ragazzi che si avvicina loro. C’è chi fa fatica, chi ha scarso controllo, chi ha paura: per ognuno di loro l’asino ha una risposta, che è una risposta dotta, e delicata, ed infinitamente amorevole.

Non tutto si può raccontare dei tanti momenti dei ragazzi di Casa Giardino, è tanto quello che teniamo per noi, che sedimenta dentro ogni volta, con la medesima forza. E bellezza. Ieri è stata la giornata del Pic Nic al Centro Natura Amica. Un momento sempre atteso dai ragazzi e sempre bello. Un giro in altalena, il tempo passato con gli asini, una tavolata con i panini con la salamella ed un bicchiere di vino, una tombola. Dalle 10.30 alle 14.30. Quattro ore vissute intensamente. Da loro che le hanno vissute e da noi, che le abbiamo vissute e raccontate.

Quest’anno un gruppo di amici proveniva da Saronno. A Saronno le Figlie dell’Immacolata Concezione sono nate, padre Giuseppe Renzi le ha fondate ed ha voluto che nascessero comunità proprio come Casa Giardino. Comunità in cui la componente umana risultasse fondamentale. “Uno dei suoi insegnamenti – ci spiega suor Maria – è proprio quello di dare un bacio ad ogni ospite al suo risveglio”. Come le mamme, perché poi le suore di casa Giardino sono un po’ mamme. Dei figlioli che lì vi dimorano e di tutti coloro che le vanno a trovare.

“E’ bello essere qua – ci dice suor Maria – perché siamo sempre nello spirito di fraternità. Oggi abbiamo, rispetto a un anno fa, il doppio degli amici e questo ci dà una gioia grandissima. Non c’è gioia più grande davvero di vivere la gioia, la fraternità, l’amore. Non c’è gioia più grande dell’accettarsi così come siamo: più simpatici, meno simpatici, più brillanti, meno brillanti. Questo è l’accettarsi, e lo stare insieme. C’è da dire una nota, che questo spirito ci nasce dal modo di essere dei nostri ragazzi. Loro ci insegnano il rispetto, l’accettazione delle persone per come sono, e ci insegnano ad amare con semplicità. Sono dei grandi maestri. C’è chi si aggrava nella malattia, lo comprende ed accetta, e questo fa grande la persona ma porta noi a meditare e riflettere”.

Nazzareno Condina

 

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