Cronaca
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Cardiologia "salvata" in extremis:
ma i segnali restano preoccupanti

Da Milano, da Oglio Po, dal mondo della politica (di ambo gli schieramenti) la notizia ufficiosa circolava già. Cardiologia chiusa, personale dirottato in altri reparti, con buona pace dei servizi di Oglio Po. Poi... poi deve essere successo qualcosa.

Non c’è solo ASST Cremona che ha a cuore la salute (e la Cardiologia) di Oglio Po. Ci deve essere qualcun altro che ha ancora più a cuore il reparto di quanto lo abbiano a cuore da Cremona. La notizia della chiusura, che doveva divenire effettiva dal 1° luglio, ha cominciato a circolare lunedì sera.

Da Milano, da Oglio Po, dal mondo della politica (di ambo gli schieramenti) la notizia ufficiosa circolava già. Cardiologia chiusa, personale dirottato in altri reparti, con buona pace dei servizi di Oglio Po. Riunione per informare il personale. Martedì mattina abbiamo chiesto conferma all’Ufficio Stampa, proprio perché sicuri di una notizia giunta da più fronti (anche impensabili, anche vicini politicamente a Regione Lombardia). Poi… poi deve essere successo qualcosa. Un ripensamento? Un ripiegamento? Una qualche spinta ad evitare una decisione drastica? Fa tutto parte del mistero.

Quello di cui siamo certi è che la decisione finale ed ufficiale, giunta alle redazioni verso mezzogiorno, non fosse quella paventata solo 12 ore prima. Una decisione rivista, modificata, più lieve, per quanto la sospensione della guardia attiva in orario notturno e festivo non sia un bel segnale, perché di riduzione del servizio – comunque la si voglia mettere – si tratta. Qualche gruppo politico aveva già anche preparato un comunicato rovente sul tema, poi bloccato per l’evolversi della situazione, confermando insomma che in pentola qualcosa bolliva da tempo e quel qualcosa avrebbe potuto fare poco per smentire le Cassandre addensatesi su Cardiologia ormai da settimane.

Qualcuno, o qualcosa, è intervenuto, e di sicuro non è stato l’Altissimo, impegnato in questioni ben più pesanti in giro per il mondo. “Qualcosa ve la racconto ora – scrive Annamaria Piccinelli consigliere comunale di Vivace e Sostenibile -. ERA GIÀ STABILITA LA CHIUSURA DELLA CARDIOLOGIA, MA È ARRIVATO UN ALT ALL’ULTIMO MINUTO. Da fonti non ufficiali e quindi affidabilissime: si è alzato qualche telefono, qualcuno ci avrebbe perso troppo la faccia e così è arrivata la frenata. La nostra salute, il nostri servizi seguono queste logiche. E con il personale che non c’è? Pare, attendiamo conferma, che una guardia si sdoppi e faccia la guardia in due reparti. (Finché non scapperà come i 5 o 6 altri che se ne sono già andati)“.

Rive Gauche aveva già pronto e spedito alle redazioni il comunicato stampa, sin dalla mattina di ieri, sulla chiusura della Cardiologia (comunicato stampa poi bloccato) così come un comunicato stampa avrebbe alla fine inoltrato il PD, sempre legato alla chiusura. Anche Pierluigi Pasotto, ieri in serata, ha espresso una posizione che al di là della preoccupazione lascia spazio a pochi dubbi: “A me poco importa che la direzione di Asst abbia ripensato alla chiusura di Cardiologia , proponendo una soluzione altrettanto “inaccettabile” . In Veneto si dice che in questi casi “Xe peso el tacon del buso”. Sospendere la guardia attiva notturna e nei festivi significa che in quei periodi tutto funziona come prima? Certo che no… e quindi? Il ritornello lo sappiamo . Mancano i medici. Vero , ma , altrove non lontano da noi , non solo mantengono i servizi ma pongono le basi per aumentarli .Gli ospedali sono diventate “aziende “ per “performare” come nel privato si diceva. Bene ,se un responsabile commerciale di un’azienda produttiva privata perde numeri perché non riesce a “procurarsi la materia prima o il personale per produrre sapete cosa succede ? Va a fare altro. Lunedì 27 alle 1900 , su richiesta di CNC si terrà un consiglio comunale su questi temi. Venite , seguitelo in streaming , la situazione è grave“.

Abbiamo le prove, provate, che quello che dice la consigliera di minoranza Piccinelli (e sottolinea Pasotto nel suo incipit) del Comune di Casalmaggiore, conoscitrice delle dinamiche sanitarie, non sia così lontano dalla verità. E messaggi pesanti, che teniamo in naftalina, nel caso qualcuno dovesse mettere in dubbio quel che è stato. Nella speranza (perché mai come in questi casi non ci piacerebbe sottolineare che “ve l’avevamo detto”) di essere smentiti dai fatti e che Cardiologia possa davvero risorgere in pieno, anziché arrivare ad un destino di “desertificazione” del personale e dunque di inevitabile chiusura a medio-lungo termine: I medici sono pochi, i cardiologi ancora meno: e Oglio Po – diciamocelo – non è più attrattivo, o comunque lo è meno di altre strutture (magari private, magari con stipendi diversi).

Questa vicenda ce ne rammenta un’altra. Di un po’ di anni fa. Era legata al Punto Nascite. Scrivemmo allora un paio di articoli sulla probabile chiusura del reparto, quando nessuno ne parlava. Fummo – ben lieti ma consapevoli di quello che scrivevamo anche allora – di pubblicare una risposta piuttosto seccata di ASST che diceva che la notizia non corrispondeva al vero. Fummo accusati di fare terrorismo, di scrivere stupidate, mentre c’era chi lavorava per mantenerlo. Ricordiamo ancora i messaggi della politica, gli sberleffi sui social, e tutto il resto. E qualche mail la conserviamo tutt’ora. Come è andata poi lo sapete tutti. La fonte era certa allora. E la fonte di un ripensamento (anzi le fonti) sono certe anche adesso.

Martedì mattina poi abbiamo seguito il percorso istituzionale, giustamente, dando poi solo spazio alla decisione finale. Questo nulla toglie ai meriti di ASST che, pur avendo ridotto il servizio per quel che concerne la Cardiologia (riduzione posti letto e tutto il resto), ha trovato una quadra al ribasso, ma l’ha pur sempre trovata. Questo nulla toglie a chi ha a cuore la salute di tutti. Anche la nostra, anche di quella di un territorio di frontiera che in questi anni ha perso molto di più di quello che ha guadagnato. E la riduzione comunque, non può lasciare tranquillo nessuno.

Questo è un dato di fatto. A cuore, il nostro territorio, ce l’abbiamo anche noi. O forse soprattutto noi che in questo territorio di confine ci troviamo a vivere. Sperando di non dover dire “game over” alla prossima puntata, dato che l’aria che tira, come si dice da queste parti, resta molto bassa. E i precedenti che vi abbiano rammentato non aiutano a fare tornare il vento in poppa…

Nazzareno Condina – Giovanni Gardani

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