Piazza Turati, il restyling atteso
e la verità di Brunivo Buttarelli
"Una piazza via via più vuota e priva di significato, con tanti problemi che si sono trascinati negli anni, riacquista la sua importanza", la chiusura del sindaco Filippo Bongiovanni. Un'altra opera portata a termine, a costo zero per la comunità. GUARDA LA FOTOGALLERY E IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1
Cambierà piazza Turati, e cambierà in meglio. Una delle ferite della città, una delle piazze più criticate e malgestite degli ultimi 30 anni, avrà finalmente una sua dignità, e cambierà aspetto. Via la vasca dell’acqua, che non ha pressoché mai funzionato. Via il ponte in vetro, allucinante d’inverno quando si trasforma in uno scivolo per le malcapitate caviglie e gambe dei poco accorti, e via soprattutto il cotto, quel terribile cotto che si sbriciola, che ha cominciato ad erodersi qualche anno dopo la sua messa in posa.
“Chi mi conosce sa che da otto anni sto cercando di trovare una soluzione per piazza Turati. Finalmente ci siamo” ha spiegato il sindaco Filippo Bongiovanni in Conferenza stampa evidentemente soddisfatto. In verità, e come ha riconosciuto lo stesso sindaco, materialmente l’occasione per una soluzione l’ha trovata il vice sindaco Giovanni Leoni. 90 mila euro di lavori, zero spesi dal comune, tutti a carico della FM Immobiliare. Il restyling di piazza Turati fa infatti parte dell’urbanistica contrattata tanto cara al vice sindaco, ieri mattina assente giustificato per ferie in corso. E fa parte dell’accordo preso con l’immobiliare che ha realizzato l’area Aldi. In quell’accordo, oltre ad una parte economica, rientravano la realizzazione del parcheggio (che è in parte comunale) dell’area del supermercato, la piazza Turati (che partirà mercoledì prossimo) e infine la realizzazione di un incrocio semaforico di una delle intersezioni cittadine più pericolose, quella che da via Guerrazzi che si interseca con via Romani porta a via del lavoro e alle scuole elementari. Anche in questo caso i lavori partiranno a breve.
A presentare i lavori nella sala del Consiglio del Comune di Casalmaggiore erano presenti, oltre al sindaco Filippo Bongiovanni, Gianluca Pirotti e Damiano Tizzi che hanno seguito e seguiranno i lavori, l’ingegner Rossi dell’ufficio tecnico comunale e l’artista Brunivo Buttarelli. Per la fase progettuale dell’adeguamento della piazza sono state coinvolte la Sovrintendenza alle Belle Arti e appunto l’artista Brunivo Buttarelli che vede risolversi una questione, dopo tanti anni, che l’ha visto involontario protagonista.
“Il primo pensiero – ha chiarito Bongiovanni – è stato quello di sostituire il cotto che tanti problemi ha dato negli anni e di fare qualcosa per quella vasca che non ha mai funzionato. Peraltro l’opera, il Pobelisco, non cambierà significato”. Verrà, al contrario, riqualificato e riportato al suo significato originario e posto al centro della piazza.
Il problema del Pobelisco è che fu concepito dall’artista come opera completa. Studiata – come ha spiegato Buttarelli – nel minimo dettaglio. Rappresentava il Po, prevedeva (nella sua progettazione originaria) un flusso d’acqua che scorreva dall’alto sino alla base, in rappresentanza del fiume, e poi veniva riciclata continuamente grazie ad un motore interno alla stessa struttura. Quel motore non fu mai messo in opera come l’aveva pensato l’artista. In fase progettuale l’idea di Brunivo Buttarelli fu stravolta, con grande contrarietà dell’artista stesso. Il Pobelisco fu posto verso il limite della piazza. Ai suoi piedi fu realizzata una vasca che avrebbe dovuto rappresentare il fiume. L’opera non funzionò quasi mai (se non nelle prime fasi che ne mostrarono tutti i grossi limiti) e la vasca rimase vuota per lungo tempo, perché i problemi tecnici erano talmente complessi da risolvere che avrebbero richiesto un altro ingente investimento oltre ai soldi già spesi.
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Sono stati anni di pesanti critiche, critiche che hanno coinvolto anche l’artista che invero, di tutti quegli errori non aveva nessuna responsabilità. “Quando qualcuno – ha spiegato Brunivo Buttarelli – anche da lontano, è venuto a trovarmi in questi anni, gli ho mostrato tutte le mie opere, tranne quella perché per come era stata messa e per il contesto, ne avevo vergogna. C’è stata una fase in cui ho cercato di ricomprarmela per toglierla da lì”.
“L’opera avrebbe dovuto rappresentare un’allegoria del fiume. Il Pobelisco avrebbe dovuto essere al centro ma poi, quando portai l’opera in piazza, la misero dove è adesso e decisero per la vasca, idea da me non perorata. E’ un menhir, che rappresenta la forza primaria, che si trasforma in un obelisco. All’apice dell’obelisco sono rappresentate le catene montuose dove il Po si forma. Il Monviso è leggermente reclinato a sinistra proprio per la sua collocazione a sinistra. L’acqua che da li partiva, avrebbe dovuto scorrere sino alla base, rappresentando il fiume e i suoi affluenti. Il corso del Po era già raccontato all’interno dell’opera, non avrebbe dovuto aver bisogno d’altro. Se lo si osserva, dietro cè un vano che avrebbe dovuto contenere il motore per il continuo scorrere dell’acqua, dal vertice e sino alla base, per poi essere riportata al vertice e ricominciare il ciclo. Il senso di un’opera che aveva già un suo senso compiuto fu stravolto in fase di realizzazione. Ora sono contento che ritorni al suo senso originario. Ho chiesto solo una cosa, che attorno ci sia solo erba, che consenta di valorizzarla”.
A spiegare i lavori Damiano Tizzi: “Tecnicamente quella che andremo a fare è una riqualificazione – spiega Tizzi – il cotto verrà rimosso e sostituito da lastre di porfido spaccato dal bordo irregolare. Un porfido dalla colorazione rossastra, concordato con la sovrintendenza. Il primo impatto sarà di maggior vitalità, poi naturalmente con gli anni il colore tenderà ad affievolirsi. Altra cosa che faremo sarà lo spostamento dell’obelisco nella parte centrale. Obelisco che sarà posto su un basamento orientabile. Verranno poi eliminati i vetri del ponte e sostituiti con il porfido, e le vasche saranno riempite di terra ed arricchite di essenze. L’area sarà certamente più sicura. Mercoledì prossimo cantiereremo. I lavori dureranno tre settimane”.
“Una piazza via via più vuota e priva di significato, con tanti problemi che si sono trascinati negli anni, riacquista la sua importanza”, la chiusura del sindaco Filippo Bongiovanni. Un’altra opera portata a termine, a costo zero per la comunità.
N.C. (FOTO: Alessandro Osti)