Cronaca
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ACLI, Romani e studenti: 6 settimane
per imparare a lingua con leggerezza

Un percorso che a tutti ha regalato qualcosa di importante. Reso possibile grazie all'impegno di ACLI, scuola, ragazzi e ragazze. Un piccolo pezzo in più di profonda e vissuta umanità e condivisione.

Si è chiuso ieri con la festa finale al Centro Sociale Primavera A new start for you. Non è stato un semplice corso d’Italiano quello promosso da ACLI Casalmaggiore e Cremona con l’ausilio del Polo scolastico Romani, ma un percorso linguistico che ha coinvolto gli alunni di origine migrante iscritti presso la scuola da non più di 2 anni (NAI). 18 tra ragazzi e ragazze dell’istituto Romani a cui si sono aggiunte le famiglie dei ragazzi ucraini, per un totale di 22 studenti. I volontari che hanno dato loro disponibilità sono tutti stati iscritti alle ACLI di Casalmaggiore.

Un’appendice divertente, della durata di sei settimane, che ha permesso agli studenti di integrarsi maggiormente riducendo il gap linguistico, di farlo insieme a loro coetanei e di vivere esperienze tramite cui apprendere maggiormente. I tutor del corso sono stati gli stessi ragazzi del Romani. Obiettivi del corso erano infatti quelli di aumentare il livello di competenza linguistica degli alunni migranti, in vista dell’avvicinarsi del prossimo anno scolastico, durante il quale saranno valutati in tutte le materie; permettere loro di interagire anche dopo la fine delle lezioni con i pari, dai quali ricevere lezioni in aula ma anche accompagnamento in alcune esperienze di fissaggio delle strutture linguistiche. Altro obiettivo nobile quello di promuovere un laboratorio di comunicazione interculturale, attraverso il quale lingua, cultura e civiltà potessero incontrarsi. E non solo quella italiana con quella di cui gli studenti destinatari del corso sono portatori, ma circolarmente tutte le culture rappresentate all’interno del percorso. I tutor infatti provenivano da vari contesti geografici.

“Imparare la lingua – spiega Sara Pisani, presidente dell’ACLI Casalmaggiore nonché insegnante presso il Polo Romani – vivendo la lingua. Tra gli obiettivi primari del corso c’era quello di apprendere divertendosi. Ai docenti è spettato il compito di promuovere alcuni ambiti semantici prescelti e ai tutor il compito di implementare gli apprendimenti linguistici facendo e facendo fare divertendosi. Altro obiettivo raggiunto è stato quello di avvicinare le famiglie alla scuola e ai suoi funzionamenti, oltre che alle sue opportunità, per un inserimento graduale ma efficace degli alunni NAI”.

Ghana, India, Tunisia, Marocco, Ucraina, questi gli stati di provenienza dei ragazzi. Anche le nazionalità dei tutor erano diverse.

Sei settimane di corso, ognuna con tematiche differenti e con l’opportunità di uscite. Nella prima settimana il tema è stato quello del cibo e delle parole nel piatto, nella seconda muoversi in città e scoprire il territorio, con la gita al mercato di Viadana. Nella terza settimana musica e teatro con la rappresentazione teatrale Boxed Memories come punto finale. La quarta settimana ha visto film e storia del cinema internazionale. La quinta settimana al centro è stata Parma, con i suoi monumenti e la sua cultura presa come punto di partenza. Anche questa settimana si è conclusa con una visita alla città. L’ultima settimana è servita per la produzione scritta e la preparazione della festa finale che si terrà il 30 luglio alla presenza delle famiglie.

“Contestualmente al corso – conclude Sara Pisani – è stata aperta la Classroom Italian Summer School, in cui le tutor hanno inserito di settimana in settimana spunti, esercizi, indicazioni silografiche e immagini fotografiche relative al corso appena trascorso. Si ritiene importante affermare che il corso ha permesso a studenti e studentesse, che avrebbero avuto difficoltà a relazionarsi con pari italofoni durante l’estate, di proseguire la frequenza della lingua italiana per un mese abbondante oltre il tempo scolastico, che si era concluso il giorno 8 giugno. Questo non significa che alla ripresa delle attività scolastiche a settembre non dovranno più essere sostenuti linguisticamente, ma che sarà più vivo in loro il ricordo della lingua e meno ardua la ripresa allo studio. Il corso si è rivelato inoltre un’ottima occasione anche per le 7 tutor, studentesse dell’Istituto Romani e di altri istituti superiori di Viadana, di apprendere un metodo collaborativo di organizzazione del lavoro e suddivisione dei compiti, maturando pertanto anch’esse nel loro fare scuola. Un compito, vale la pena ricordarlo, che hanno portato avanti per puro spirito volontaristico e d’amicizia. Da ultimo, una parola sui 9 docenti volontari. Ciascuno a partire dalle sue competenze e dalle sue disponibilità in un periodo come quello estivo che ha una funzione rigenerativa, si è dedicato a questo progetto investendo tempo, energia e professionalità. A loro, così come alle tutor, va un sentito enorme grazie. Senza loro non sarebbe stato possibile mettere in piedi un’iniziativa come questa”.

Ieri la festa conclusiva: ragazzi, famiglie e docenti, insieme a qualche ospite (e con il prezioso ausilio di Antonio La Montanara presidente del FotoCine Casalasco per la parte tecnica), si sono ritrovati in una bella festa. Un aperitivo con cibi – e bevande – delle varie tradizioni e culture. Un bel momento di convivialità, partecipato e condiviso. La degna conclusione di un percorso efficacemente studiato di apprendimento, socializzazione e incontro. Un percorso che a tutti ha regalato qualcosa di importante. Reso possibile grazie all’impegno di ACLI, scuola, ragazzi e ragazze. Un piccolo pezzo in più di profonda e vissuta umanità e condivisione.

N.C. (FOTO: Francesco Roseghini, Sara Pisani, Nazzareno Condina)

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