Cronaca
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Trasporti Pesanti, piazzale da
demolire: il Tar dà ragione al comune

Il comune, come spiega la sentenza, aveva infatti autorizzato l’8 settembre 2015 lavori di realizzazione di un capannone ad uso magazzino e di un piazzale di sosta per i mezzi, ma quest’ultimo era stato ampliato, avvicinandosi troppo appunto al canale Delmona. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Il Tar di Brescia dà ragione al comune di Piadena Drizzona. O meglio rigetta il ricorso presentato dalla Sinvest, ossia il gruppo Trasporti Pesanti, in merito alla questione del piazzale adibito a parcheggio, costruito però troppo vicino al canale Delmona e non tenendo dunque conto dei vincoli paesaggistici.

Una questione emersa quattro anni fa quando, il 17 agosto 2018, l’Ufficio Tecnico del Comune di Piadena chiedeva di sanare l’abuso edilizio. Il comune, come spiega la sentenza, aveva infatti autorizzato l’8 settembre 2015 lavori di realizzazione di un capannone ad uso magazzino e di un piazzale di sosta per i mezzi, ma quest’ultimo era stato ampliato rispetto al progetto originario, avvicinandosi troppo appunto al canale Delmona.

Quando il comune aveva dunque ingiunto alla Sinvest, mediante una ordinanza, di rimuovere i cumuli di terra di riporto e di demolire il piazzale, riportandolo entro il limite di 80 metri dalla sponda nord del canale, la stessa Sinvest, difesa dagli avvocati Flavia Manerba e Alessandra Casari, aveva fatto ricorso al Capo dello Stato, finendo poi al Tar, col comune di Piadena difeso dall’avvocato Domenico Bezzi che ha dunque preso parte alla disfida giuridica.

Il comune aveva chiesto 20mila euro come sanzione per non avere rispettato l’ordinanza e il 26 febbraio 2021 aveva pure disposto l’acquisizione dell’area oggetto di abuso, che doveva entrare a fare parte del patrimonio comunale. Questo perché, sempre secondo il comune, la realizzazione dei piazzali sfruttati come parcheggi aveva riguardato una superficie di 6mila metri quadrati, un totale che dunque andava a modificare il cosiddetto piano di campagna originaria di circa 1.50 metri. Il Tar ha condannato la Trasporti Pesanti a rifondere le spese processuali pari a 3mila euro e ovviamente a rispettare l’ordinanza.

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