Cronaca

Ponte Verdi, torna l'estate e
tornano i rifiuti e gli imbecilli

Tanti quelli che si trovano sotto al ponte proprio a ridosso della spiaggia. Sono, soprattutto, bottigliette e avanzi di bivacchi vari; alcuni addirittura sistemati all’interno di borse (utilizzate come sacchetti dei rifiuti) come in attesa di qualcuno (chi?) che dovesse prelevarli per poi smaltirli

Una vera ed operosa mentalità collettiva volta al rispetto dell’ambiente sembra essere un miraggio. Nonostante gli innumerevoli appelli che, da ogni dove si levano per la custodia del Creato e di Madre Terra, purtroppo continuano ad agire, imperterriti, coloro che in modo indefesso non fanno altro che dimostrare, come recita un vecchio adagio popolare, che la madre degli imbecilli è sempre gravida. Producendo, è il caso di dirlo, parti plurimi e gemellari.

L’ennesima, triste dimostrazione arriva, tanto per cambiare, dalla golena del Po. Quella golena che, troppo spesso, da alcuni è considerata come terra di nessuno, come luogo in cui liberarsi dei propri rifiuti, come se nulla fosse. Con buona pace delle tante iniziative nel segno del rispetto dell’ambiente che, sull’una e sull’altra riva, vengono spesso promosse dalle amministrazioni locali, con ammirevole sensibilità e costanza, costrette a lottare purtroppo contro i cosiddetti mulini a vento.

L’ennesimo scempio ambientale arriva dalla campagna sottostante il ponte sul Po “Giuseppe Verdi”, il viadotto che collega le sponde cremonesi e parmensi nel tratto compreso tra Isola Pescaroli di San Daniele Po e Ragazzola.

Come ogni anno, col ritorno dell’estate, lo spiaggione sottostante il viadotto, specie nei fine settimana, vie ne frequentato da non poche persone. Ci sono pescatori, famiglie, chi decide di prendersi la tintarella e chi organizza pic nic. Fin qui nulla di male; sarebbe anzi un sogno quello di vedere, un giorno, le spiagge del fiume (da sempre definito il “mare dei poveri”) riempirsi di ombrelloni e bagnanti. Ma col ritorno delle persone, purtroppo, sono tornati anche i rifiuti.

Tanti quelli che si trovano sotto al ponte proprio a ridosso della spiaggia. Sono, soprattutto, bottigliette e avanzi di bivacchi vari; alcuni addirittura sistemati all’interno di borse (utilizzate come sacchetti dei rifiuti) come in attesa di qualcuno (chi?) che dovesse prelevarli per poi smaltirli.

Un segno di inciviltà, di maleducazione e di stupidità che si commenta da solo e la dice molto ma molto lunga sulla serietà, umana e professionale, di alcuni soggetti. Perché chi abbandona rifiuti in questo modo può solo essere considerato, in ogni campo, una persona disonesta, scorretta, ignorante e del tutto inaffidabile. Perché è da questi gesti, fatti per altro nel nascondimento, senza ovviamente metterci la faccia, che si capisce, senza se e senza ma, il livello di alcuni individui. Lo stesso di coloro che, ad appena pochi metri di distanza, tutto il giorno e tutti i giorni, sfrecciano e sorpassano sul ponte infischiandosene bellamente dei limiti di velocità e del divieto di sorpasso (che vige su tutto il viadotto), come se per loro il codice della strada fosse un optional (per poi lamentarsi quando, eventualmente, arriva la famosa “letterina verde” a casa o, peggio, si viene coinvolti in incidenti evitabilissimi).

Singolare poi il fatto che, coloro che abbandonano i rifiuti, non siano in grado di capire che i risvolti di questi comportamenti si abbattono direttamente sulla salute di tutti (anche la loro), perché le conseguenze dell’inquinamento non fanno sconti a nessuno, e sul portafogli di tutti (anche il loro, pure in questo caso) visto che l’eventuale rimozione dei rifiuti si abbatte poi sulle tasche di ognuno.

Un ambiente migliore lo avremo quando si uscirà dalle chiacchiere e si miglioreranno le pratiche quotidiane di ognuno di noi, con una coscienza ecologica ed ambientale che deve essere collettiva. Lo avremo anche quando si renderanno più ferree le regole. Chi scrive queste righe non esita ad affermare che si dovrebbero prevedere, per coloro che abbandonano anche una semplice bottiglietta, sanzioni di migliaia di euro fin dalla prima volta in cui si viene sorpresi, l’obbligo di lavori socialmente utili (per sei mesi nel comune che si è lordato e altri sei in quello di residenza) e la revoca delle ferie per almeno cinque anni. Perché, sempre a proposito di vecchi adagi popolari, a mali estremi devono corrispondere estremi rimedi.

Eremita del Po, Paolo Panni

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