Arte

Michela Vicini da Vescovato vince
il Concorso Madonnari alle Grazie

Gabriele Barucca, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio, ha evidenziato che “l’interpretazione originale del terzo Sigillo tratto dall’Apocalisse di Giovanni è supportata dall’artista con piena consapevolezza del mezzo espressivo e della tecnica. E’ densa di significati e simboli anche di stringente attualità: la misura contro lo sperpero”

Un riconoscimento tanto meritato quanto importante, ad una ragazza che fa dell’arte il centro del suo agire. L’artista in questione è Michela Vicini, cremonese di Vescovato che, con l’opera “Il terzo sigillo”, si è aggiudicata il 48° Incontro Nazionale dei Madonnari a Grazie di Curtatone. Michela ha conquistato il primo premio tra i maestri madonnari e, quindi, ora dovrà occuparsi lei della realizzazione del bozzetto del prossimo Concorso di Grazie. Nel scegliere la sua opera, la giuria, presieduta da Gabriele Barucca, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio, ha evidenziato che “l’interpretazione originale del terzo Sigillo tratto dall’Apocalisse di Giovanni è supportata dall’artista con piena consapevolezza del mezzo espressivo e della tecnica. E’ densa di significati e simboli anche di stringente attualità: la misura contro lo sperpero”. Di Michela Vicini è possibile ammirare le opere, in modo permanente, anche nel cuore del territorio compreso tra l’Oglio e il Po. Infatti, a Pontirolo Capredoni, è stata lei a ridare vita, lustro e bellezza ai vecchi silos della Cascina Pontirolo con una opera straordinaria ormai immortalata da un numero incalcolabile di fotografi e fotoamatori. Un’opera a cielo aperto, di straordinaria bellezza, un omaggio al territorio e alle sue peculiarità ambientali ed agricole. Inoltre è stata sempre lei, Michela Vicini, a dipingere, nella campagna tra Pontirolo Capredoni e San Lorenzo Picenardi, la storica e suggestiva chiesetta di Santa Maria di Lamo. Una bella amicizia la lega, da tempo, alla famiglia Griffini Capelletti (proprietaria della Cascina Pontirolo e della chiesetta di Santa Maria di Lamo) e la signora Luana Griffini Capelletti, non appena venuta conoscenza dell’importante premio, non ha esitato a definirsi “molto contenta per Michela, sia dal punto di vista artistico che umano”. Chi scrive queste righe, premettendo (come è doveroso che sia) di non essere assolutamente un critico d’arte, dopo aver conosciuto da vicino le opere di Michela non può che dirsi, a propria volta, contento per questo riconoscimento dato ad una ragazza che, alle chiarissime doti artistiche e professionali, unisce una sensibilità non comune ed un animo tanto semplice (la virtù dei grandi) quanto nobile: caratteristiche e valori che le permettono di rendere più che mai “vive” e profonde le sue opere. Una eccellenza dei nostri territori, e di queste eccellenze c’è sempre più bisogno. Di bellezza c’è bisogno e lei, Michela, sa donarla a piene mani, oltre che col cuore.

Eremita del Po, Paolo Panni

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...