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“In documenti sequestrati a Trump anche segreto tra i più riservati”

(Adnkronos) – Nella perquisizione a Mar a Lago, l’Fbi ha sequestrato a Donald Trump documenti contenenti un’informazione che è “tra i segreti più riservati che abbiamo”. E’ quanto ha affermato una fonte del Washington Post, confermando che una parte del materiale recuperato durante la perquisizione dell’8 agosto scorso viene considerata “riservata in modo straordinario perché potrebbe rivelare segreti ben custoditi sul modo in cui l’intelligence Usa raccoglie le informazioni”.  

Nei giorni immediatamente successivi alla perquisizione, sempre il Post aveva rivelato che l’Fbi cercava nella residenza dell’ex presidente materiale relativo agli arsenali nucleari.  

Il quotidiano americano cita anche alleati dell’ex presidente che imputano all’uscita frettolosa di Trump – che invece di preparare il trasloco per mesi come hanno fatto i suoi predecessori ha aspettato l’ultimo momento a gennaio per organizzare il trasloco dalla Casa Bianca che Joe Biden aveva secondo lui illecitamente conquistato a novembre – il fatto che l’Fbi abbia trovato nella camera da letto, nell’ufficio ed in deposito al primo piano della sua residenza in Florida tutti questi documenti riservati.  

Nell’indagine sui documenti portati via dalla Casa Bianca, l’Fbi ha interrogato ex staff e valletti della Casa Bianca che hanno descritto Trump come “un collezionista compulsivo, che ha personalmente controllato la sua collezione di memorabilia della Casa Bianca anche prima di lasciare Washington e che non voleva restituire nulla”.  

Testimonianze che hanno convinto gli agenti federali del fatto che l’ex presidente continuasse a conservare documenti riservati in Florida, anche dopo le 15 casse consegnate, di malavoglia, nel gennaio 2022 agli archivi nazionali e poi gli altri documenti consegnati dopo il mandato del grand jury arrivato a Mar a Lago a maggio.  

Lo scorso febbraio, quando è emersa per la prima volta la vicenda dei documenti sottratti da Trump, sempre il Post ha rivelato che tra le carte consegnate agli archivi anche le lettere che si era scambiato con il leader nordcoreano Kim Jong, che lo stesso Trump aveva scherzosamente chiamato ‘lettere d’amore’. 

 

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