Cronaca
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Dal parco di via Italia agli altri: primo
incontro del laboratorio dei sognatori

Un passo alla volta. Partendo anche da un bagaglio di esperienze comuni (città dei bambini, ecofiera, rigenerazione, guerrilla parking) ed esperienze singole (le tantissime attività, anche quotidiane, di splendide realtà associative che ogni giorno lavorano nel proprio campo) da mettere insieme

Una città in cui ci si prende cura del bene comune. A piccoli passi, con piccole iniziative, con costanza e spirito di abnegazione. No, non è l’Isola che non c’è, ma é una città di sognatori, di bambini, in cui il terzo settore e le scuole si mettono insieme per fare un piccolo pezzo di strada. Serve tempo, e tanto ne servirà, ma nessuno ha paura di pensare al lungo periodo. Si è tenuta ieri nel tardo pomeriggio al parco/giardino di via Italia la prima assemblea del laboratorio di rigenerazione urbana. Presenti il Comitato Slow Town, una rappresentanza delle insegnanti di Vicobellignano, la dirigente scolastica Cinzia Dall’Asta, l’associazione Nuovi Legami, La Santa Federici, le Stelle sulla Terra, il gruppo di teatro Casalmattori. Non c’era, anche se ha dato il proprio impegno a fare parte del laboratorio, anche l’associazione Persona Ambiente. Si parte da qui. Dal Parco di Via Italia, un parco rigenerato dal basso, uno spazio in cui ci si prende cura delle cose.

L’idea, di per se è semplice e parte dall’esigenza di fare rete. Una rete tra pari, un luogo di dialogo e confronto in cui, fatti salvi alcuni capisaldi, il resto è lasciato alle iniziative dei singoli. Ieri pomeriggio intanto sono state poste le basi per la due giorni (23 e 24 settembre) che vedranno coinvolte scuole, associazioni e commercianti di via Baldesio. Le scuole animeranno il venerdì mattina al parco (il programma dettagliato ve lo sveleremo più avanti), i commercianti, Giovanni Pagliarini e Paolo Bocchi, la serata del sabato, sotto il segno della convivialità: un modello che ha sempre funzionato da queste parti. Via Baldesio verrà chiusa alle 15, e sino alle 24, e nel sabato pomeriggio insieme al parco diverrà un laboratorio di iniziative per chiunque vorrà portarne.

Altra bella novità quella che il Parco di via Italia sia una sorta di spazio aperto, un campo base e che il modello possa essere esportato, grazie all’impegno delle associazione e a quello di comitati spontanei di cittadini, agli altri parchi. Una sorta di sfida che partirà, appena possibile, dal parco del Liceo, quello di via Romani. “Non senza l’impegno del polo scolastico, in fondo quell’area verde è la loro, dovranno essere loro, insieme ai cittadini di buona volontà e alle associazioni a dare un senso agli spazi”. Fare le cose è importante, ma poi serve dare continuità al lavoro per non correre il rischio di avere un cimitero come il parco di via Corsica. Anche in questo caso l’idea è semplice: considerare gli spazi di prossimità come spazi di ognuno, partire da quello che si può fare, fosse anche e solo la presenza. Cercare gente disposta a crederci.

Un compito difficile? 10 anni fa era difficile immaginare che l’area del parco di via Italia sarebbe diventata quella che è adesso, sempre piena di famiglie e di bambini, adottata dalla scuola di Vicobellignano (tanto da essere inserita direttamente nei PON, non a caso, con tutta una serie di progettualità triennali ripetibili e implementabili), adottata da Santa Federici che se ne prende cura, al centro di iniziative anche future. Un’area per anziani, famiglie, single, scuole, abili e diversamente abili.

Un passo alla volta. Partendo anche da un bagaglio di esperienze comuni (città dei bambini, ecofiera, rigenerazione, guerrilla parking) ed esperienze singole (le tantissime attività, anche quotidiane, di splendide realtà associative che ogni giorno lavorano nel proprio campo) da mettere insieme, in una sorta di puzzle in cui tutte le tessere contano, dalla più piccola e marginale a quelle centrali. Fare rete, fare massa. Critica, collaborativa, impegnata. Coinvolgere tecnici preparati e competenti, disposti a metterci del loro. Un mondo diverso, e probabilmente migliore. Sembra un’utopia, un isola che non c’è e forse c’é solo a sprazzi. La sfida, l’enorme sfida e quella che quei lampi nel cielo diventino sempre di più continua luce: il laboratorio, centro di educazione ambientale e rigenerazione urbana parte da qui.

N.C.

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