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Asola, oggi al Museo
Bellini si studia il Moretto

Il Moretto, considerato tra i tre grandi maestri del primo Rinascimento bresciano, assieme al Romanino e al Savoldo ha lasciato nella cittadina mantovana otto tele.

Domenica 25 settembre alle 16.00 in occasione delle Giornate Europea Patrimonio si terrà presso il museo civico “G. Bellini” la conferenza “Profezia e salvazione tra mondo pagano e cristiano nelle tele asolane di Alessandro Bonvicino, detto il Moretto” a cura della studiosa Renata Casarin. Il Moretto, considerato tra i tre grandi maestri del primo Rinascimento bresciano, assieme al Romanino e al Savoldo ha lasciato nella cittadina mantovana otto tele.

Un artista con uno stile vivace, legato alle radici lombarde ed alla tradizione naturalistica bresciana, ma spinto verso una maggiore intensità espressiva e coloristica tipica della pittura veneta. Le opere asolane fanno parte di un ciclo di otto dipinti a tempera databili tra il 1530 e il 1540 di cui non è nota l’originaria collocazione.

Esse sono menzionate solo a partire dai primi anni del Seicento, quando vengono ricordate come ornamento della loggia annessa al palazzo comunale, edificata nel 1610. È probabile che provenissero dal precedente palazzo pubblico, essendo diffusa la consuetudine di decorare anche gli edifici destinati alle attività di governo con soggetti legati alla devozione cittadina.

A causa delle precarie condizioni di conservazione, attorno al 1620 furono spostate in Cattedrale. Le fonti ricordano un rovinoso intervento di lavatura sui dipinti nel 1848 che ne ha cancellato le sfumature cromatiche rendendole pressoché monocrome. Oggi è possibile apprezzarne quattro presso il Museo civico, nella sezione dedicata al Museo Parrocchiale. Per informazioni: Museo civico “G. Bellini” 0376733075. Ingresso libero.

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