Cronaca
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La morte di Bruno Arena
due ricordi casalaschi

Andrea Devicenzi nel 2010 ebbe modo di allenarsi con lui un paio d’ore sulle colline parmensi e di sedere a tavola con entrambi I Fichi d’India durante una cena di una società sportiva di cui Andrea era testimonial

Hai preso la valigia e le parrucche? Adesso farai ridere i grandi lassù? È solo un arrivederci. Ti amerò per sempre”. Sono queste le parole con cui Max Cavallari saluta sui social Bruno Arena l’altra sua metà artistica, il suo amico carissimo e insostituibile con cui per anni ha formato il duo comico I Fichi d’India. Si resta sempre scossi quando un artista che ti entra in casa attraverso la TV, se ne va, se poi faceva ridere viene da sé che affezionarsi è ancora più facile. Il comico, visto come un distributore di risate, giullare di corte che intrattiene un pubblico disinteressato al ragionamento perché stanco della giornata, desideroso di staccare dai problemi della vita quotidiana, regala quella sana risata liberatoria che è balsamo lenitivo “contro il logorio della vita moderna” di cui tutti abbiamo bisogno. E non si pensa mai che dietro a quel giullare spesso c’è una vita come la nostra, coi nostri stessi problemi, ansie e paure. La vita di Bruno non è stata priva di momenti bui, ebbe un incidente devastante che gli deturpò il viso rendendoglielo vagamente picassiano e che lui esorcizzava con forte ironia attraverso una comicità trasversale, con quella faccia e quella voce irresistibilmente divertenti. Bruno fu anche un grande sportivo, si era infatti diplomato all’ ISEF e una delle sue passioni era ciclismo. E fu per questa ragione che Andrea Devicenzi nel 2010 ebbe modo di allenarsi con lui un paio d’ore sulle colline parmensi e di sedere a tavola con entrambi I Fichi d’India durante una cena di una società sportiva di cui Andrea era testimonial. Ne ricorda la semplicità, l’ironia, la simpatia ma soprattutto lo ricorda come una persona qualunque, non montato dalla fama, capace di stare con la gente in spensierata allegria. Ma gli scherzi che fa la vita non sono sempre divertenti e nel 2013 a Bruno toccò pure un aneurisma cerebrale, ironia della sorte, mentre stava registrando una puntata di Zelig, le conseguenze gli impedirono di tornare non solo sul proscenio di un teatro ma anche sul palcoscenico della vita. Colui che dona gioia e allegria pur provando dolore, che quel dolore lo nasconde in una battuta, in una gag che fa ridere gli altri entra di diritto nella rosa degli immortali. (Giovanna Anversa)





La scomparsa di Bruno Arena, componente del duo comico Fichi d’India ha provocato un sentimento di tristezza e cordoglio anche nella nostra zona dove insieme all’altro componente Max aveva auto modo di esibirsi. Grazie al bozzolese Fabio Negri, che prima di diventare affermato tributarista (é presidente provinciale di Ancot Associazione nazionale consulenti e tributaristi) svolgeva il ruolo di manager per grandi personaggi della canzone e delli spettacolo, I Fichi d’India sono venuti diverse volte nel nostro territorio per fare divertire con le loro battute irresistibili. “Li ho fatti esibire un diversi locali della nostra zona, dal Mascara di Mantova ad altre località. Ricordo che arrivava con una Mercedes classe M color giallo canarino. Una decina d’anni fa erano venuti anche a San Giovanni in Croce. Da qualche parte conservo ancora una foto Bruno ed io seduti su una panca in camerino al termine di uno spettacolo. Purtroppo la malattia lo ha costretto a ritirarsi dalle scene quando ancora avrebbe avuto molto da dire e fare per divertire la gente. Un paio di mesi fa abbiamo preso un aperitivo a Milano con il suo partner Max parlando appunto di questa assenza forzata e del displacere per la sua malattia che adesso é giunta precocemente portando malinconia e dispiacere in tutto il mondo dello spettacolo”. (Rosario Pisani)

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