Cronaca
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Martignana, Michele, il gatto investito
sulla provinciale avrà una sua casa

Si chiamerà Michele e settimana prossima entrerà in una casa di Martignana dove avrà tempo per guarire con calma e per conoscere finalmente qualcuno disposto ad amarlo e a tenerlo lontano dai pericoli

Si chiamerà Michele, e avrà un tetto e mani pronte alle carezze. Cerrto, bisognerà vincere la sua diffidenza e la paura, soprattutto adesso dopo che Michele, una delle sue sette vite – fortunatamente non l’ultima – se l’è giocata giovedì pomeriggio, su quella maledetta provinciale che unisce Martignana a Gussola e gli automobilisti sono soliti, nonostante il limite di velocità sia di 50 km/h, ad accelerare per far felice, quando c’è, la Polizia Municipale con l’autovelox.

Partiamo dalla fine di questa storia, una tra le tante, legata ad un gatto di strada. Michele è stato investito giovedì pomeriggio da uno dei tanti figli di buona donna che non si è neppure fermato a prestare soccorso. Un gatto, in fondo, è solo un gatto e non vale neppure un minuto della propria esistenza. Fortunatamente non è per tutti così. Segnalato a Renata Fontana, instancabile presidente dei 4Cats, è stato soccorso. Perdeva sangue dalla bocca ed altro ne aveva perso. Renata lo ha messo in un trasportino avvertendo il servizio veterinario di ATS e al contempo qualche amico per vedere se avesse qualcuno che lo stava cercando.

Sul posto (l’incrocio a Martignana di Po tra via Cadeferro, la provinciale, e via Cavour) è arrivato il servizio veterinario dell’ATS, con il dottor Marco Montinaro che lo ha preso con se portandolo in clinica. Un gesto, quello del veterinario, non scontato poiché in genere e in questi casi viene allertato l’accalappio. Ma Anna Cler, l’accalappiatrice, era impegnata in altri interventi e non c’era da perdere tempo. Gli esami di ieri hanno poi confermato ciò che si sospettava: frattura della mandibola e trauma cranico. Ieri, intanto che il gatto era in clinica, una giovane residente di Martignana di Po ha contattato chi si era interessato, dicendosi disponibile (lei che di gatti ne ha già uno) a prenderlo in casa e curarlo. Sono bastate poche parole, che hanno reso felici tutti. “Lo prendo io”.

Avrebbe dovuto entrare in gattile, ma l’intervento di ATS ha permesso di evitargli il passaggio nella struttura.

Si chiamerà Michele e settimana prossima entrerà in una casa di Martignana dove avrà tempo per guarire con calma e per conoscere finalmente qualcuno disposto ad amarlo e a tenerlo lontano dai pericoli. Verrà sterilizzato (è un maschio intero) e stabilizzato. Avrà un’altra vita da giocarsi, ma questa volta sarà diversa: sarà tra le quattro mura di una casa, con cibo, cure e coccole. Una vita tranquilla con chi pensa che un gatto non è solo un gatto ma una vita da accudire con cura, e tenerezza.

N.C.

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