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Asola, Casalmaggiore, Viadana:
le case di comunità sono realtà

Attilio Fontana esprime soddisfazione: “Una bellissima risposta alla richiesta di salute dei cittadini. Un esempio di quel principio di sanità del territorio che la riforma individua”. GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO

Il taglio del nastro della Casa di Comunità di Asola
Il taglio del nastro della Casa di Comunità di Viadana
Il taglio del nastro dela Casa di Comunità di Casalmaggiore

Taglio del nastro per altre tre case di comunità alla presenza di Regione Lombardia: Attilio Fontana, presidente, Guido Bertolaso, assessore al Welfare ed Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità. Oggi sono state inaugurate le strutture di Asola, Casalmaggiore (in partnership con Asst Cremona) e Viadana.

QUI SOTTO I VIDEO DELL’INAUGURAZIONE A VIADANA

Attilio Fontana esprime soddisfazione: “Una bellissima risposta alla richiesta di salute dei cittadini. Un esempio di quel principio di sanità del territorio che la riforma individua”.

Guido Bertolaso dichiara: “Le case di comunità sono un punto di riferimento per il territorio, fanno da filtro fra i medici di medicina generale e la realtà ospedaliera soddisfando i bisogni primari dei cittadini ed evitando un sovraccarico dell’attività del pronto soccorso. Si vince solo se si fa squadra, ma soprattutto dentro le mura servono cuore e cervello”.

La mappa delle case di comunità di Asst Mantova, in attuazione della riforma regionale, va man mano completandosi, come da cronoprogramma.

Sempre con la partecipazione dei vertici regionali, sono state già attivate nei mesi scorsi le case di comunità di Goito e di Bozzolo, gli ospedali di comunità di Bozzolo e di Borgo Mantovano. Entro il 2023, si apriranno l’ospedale di comunità di Viadana e le case di comunità di Suzzara, Quistello, Sermide. Nel 2024 la Casa di comunità di Castiglione, l’ospedale di comunità di Asola, la casa e l’ospedale di comunità di Mantova.

“Puntiamo su una sanità di prossimità – commenta Elena Lucchini – che possa conciliare l’assistenza sanitaria con quella socio-sanitaria, anche grazie all’interazione con il terzo settore. Un’attenzione a 360 gradi alla popolazione”.

Gli operatori in forze nelle tre case di comunità inaugurate oggi sono in tutto 153, fra sanitari e amministrativi: 37 ad Asola, 30 a Casalmaggiore, 86 a Viadana.

QUI SOTTO I VIDEO DELL’INAUGURAZIONE A CASALMAGGIORE

Fra i principali servizi comuni alle tre strutture: le cure primarie; i punti di accesso collegati alle équipe di valutazione multidisciplinare e le centrali operative territoriali; gli uffici amministrativi, con particolare riferimento alla protesica, all’assistenza domiciliare, alla medicina legale, al Cup; i servizi infermieristici con gli infermieri di comunità; i consultori familiari. Fondamentale, inoltre, la collaborazione con il mondo del sociale, grazie alla presenza degli assistenti sociali delle aziende consortili.

“Regione Lombardia ha creduto molto in questo percorso di presa in carico del cittadino – precisa Mara Azzi, direttore generale di Asst Mantova – che rappresenta un cambio di mentalità. Si tratta di un nuovo approccio a tutto tondo che risponde ai bisogni concreti dei pazienti. Ringrazio gli operatori di Asst che mi hanno affiancata nel grande lavoro che è stato fatto”.

Da segnalare per la casa di comunità di Viadana l’ampio ventaglio di attività che si aggiungono a quelle trasversali alle tre strutture. Fra le più significative: la presenza dei medici di medicina generale e dei poliambulatori specialistici, i servizi del dipartimento di salute mentale e delle dipendenze, la continuità assistenziale, le vaccinazioni. Sabato 19 novembre alla casa di comunità di Viadana è in programma un open day: il personale di Asst sarà a disposizione della cittadinanza per illustrare i nuovi servizi.

QUI SOTTO I VIDEO DELL’INAUGURAZIONE AD ASOLA

Punti di forza della casa di comunità di Casalmaggiore sono senza dubbio gli ambulatori di geriatria e di cure palliative per il trattamento del dolore cronico. Due specialità che ampliano l’offerta del territorio e si integrano con le specialità ambulatoriali presenti all’ospedale Oglio Po. Fondamentali le attività di accettazione, prenotazione e scelta e revoca. Per la presa in carico sanitaria e socio-sanitaria dei pazienti cronici e fragili i cittadini possono contare sugli infermieri di famiglia e comunità, sul servizio di assistenza domiciliare integrata e la collaborazione con i medici di medicina generale, attualmente in fase di sviluppo. L’area del consultorio garantisce, invece, un ventaglio di servizi molto ampio per la salute e la prevenzione al femminile, per le donne in gravidanza a basso rischio. Organizza corsi di accompagnamento al parto e iniziative a sostegno della genitorialità.

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