Cronaca

A Soragna ecco la magia del
Natale con la mostra di presepi

Tradizione, cultura, beneficenza, fede e folclore. Sono questi i valori della bella mostra dei presepi inaugurata da pochi giorni a Soragna (Parma). GUARDA LA FOTOGALLERY

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Tradizione, cultura, beneficenza, fede e folclore. Sono questi i valori della bella mostra dei presepi inaugurata da pochi giorni a Soragna (Parma). Mostra che sarà visitabile fino all’8 gennaio 2023 ed è frutto di una idea di Gabriella Latusi, da sempre appassionata di presepi (ne ha realizzati un numero incalcolabile), che ha trovato l’appoggio e la collaborazione della Pro loco ed il patrocinio del Comune.

Per diversi anni, Gabriella Latusi, anima dell’iniziativa, già protagonista negli scorsi anni, con le sue opere, alle mostre di Fidenza e di Zibello, ha promosso la  mostra nella chiesa della Beata Vergine del Carmine (conosciuta anche come oratorio di San Rocco). Quest’anno, per la prima volta, l’evento è approdato in piazza Bonifacio Meli Lupi, all’interno delle antiche scuderie dell’antistante  maestosa e antica rocca, splendida e fastosa residenza dei Principi Meli Lupi.

Qui, tutti i giorni festivi  e prefestivi, dalle 9.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 18, è possibile visitare, ammirare e fotografare le opere esposte, realizzate per lo più da appassionati della zona e da associazioni di volontariato del paese. Sono presepi allestiti e preparati con le tecniche più diverse, da quelli più tradizionali a quelli particolari, frutto dell’ingegno di chi li ha costruiti. Ci sono anche i presepi ambientati in strutture rurali tipiche della Bassa Parmense e quelli legati al Grande fiume, realizzati dall’Eremita del Po Paolo Panni.

Tanti i visitatori che si sono già recati, nei primi giorni di apertura, alla mostra, complimentandosi con Gabriella Latusi per la sensibilità e l’impegno dimostrato, e con tutti i presepisti per la loro disponibilità e per il concreto sostegno che hanno dato alla rassegna, che continua appunto fino all’8 gennaio e si appresta a diventare ormai uno degli appuntamenti più tradizionali e attesi di tutta la Bassa Parmense. Con la speranza che sempre più persone, specie bambini, si avvicinino all’arte del fare il presepio. Gesto, questo, dal significato molto profondo,  illustrato diffusamente da Papa Francesco nella Lettera Apostolica del 1 dicembre 2019: “Admirabile signum”.

Una lettera apostolica che, come scrisse il papa “intende sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze…”, poiché il presepe suscita sempre stupore e meraviglia. Da qui l’appello: “Mi auguro che questa pratica non venga mai meno; anzi, spero che, là dove fosse caduta in disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata”.

Il motivo fondante il presepe è l’evento storico della nascita di Gesù a Betlemme: “Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio” (Lc. 2,7). Dunque, Gesù “viene deposto in una mangiatoia, che in latino si dice praesepium, da cui presepe”. Ma il presepe, ricorda papa Francesco: “contiene diversi misteri della vita di Gesù e li fa sentire vicini alla nostra vita quotidiana”.

Per quanto riguarda il presepe che anche noi costruiamo ogni anno, dobbiamo riferirci a San Francesco d’Assisi che nel novembre 1223 fece tappa a Greccio, e quel particolare paesaggio gli ricordò ciò che poco tempo prima aveva ammirato a Betlemme, come pure i mosaici con la rappresentazione della nascita di Gesù presenti nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Quindi, Francesco, “quindici giorni prima di Natale chiamò un uomo del posto, di nome Giovanni, e lo pregò di aiutarlo nell’attuare un desiderio: ‘Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello’ ”. Giovanni esaudì il desiderio del Santo che il 25 dicembre arrivando sul luogo “trovò la greppia con il fieno, il bue e l’asinello. La gente accorsa manifestò una gioia indicibile, mai assaporata prima, davanti alla scena del Natale. Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebrò solennemente l’Eucaristia, mostrando il legame tra l’Incarnazione del Figlio di Dio e l’Eucaristia. In quella circostanza, a Greccio, non c’erano statuine: il presepe fu realizzato e vissuto da quanti erano presenti”.

È così nacque la nostra tradizione. Che deve continuare perché il presepe suscita sempre stupore e commozione. “Anzitutto – scrive Papa Francesco – perché manifesta la tenerezza di Dio. Lui, il Creatore dell’universo, si abbassa alla nostra piccolezza. Il dono della vita, già misterioso ogni volta per noi, ci affascina ancora di più vedendo che Colui che è nato da Maria è la fonte e il sostegno di ogni vita. In Gesù, il Padre ci ha dato un fratello che viene a cercarci quando siamo disorientati e perdiamo la direzione; un amico fedele che ci sta sempre vicino; ci ha dato il suo Figlio che ci perdona e ci risolleva dal peccato”. Allora, “comporre il presepe nelle nostre case ci aiuta a rivivere la storia che si è vissuta a Betlemme”.

In modo particolare il presepe “è un appello a seguirlo sulla via dell’umiltà, della povertà, della spogliazione, che dalla mangiatoia di Betlemme conduce alla Croce. È un appello a incontrarlo e servirlo con misericordia nei fratelli e nelle sorelle più bisognosi (cfr Mt 25,31-46)”. Valori profondi e straordinari che devono animare chiunque si accinga a realizzare il presepio così come  chi, semplicemente, si reca a visitarli, a Soragna come altrove. Per visitare la mostra di Soragna, per informazioni e prenotazioni è sempre possibile contattare il numero 3333585432.

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