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"Manifesti? furbacchiata". Angiolini
attacca Bongiovanni e Zanichelli

Curioso il fatto che proprio i tabelloni, snobbati in alcuni comuni come era capitato a Torre de’ Picenardi un anno fa, quando però in gioco c’era “solo” il referendum della giustizia, che dati alla mano interessò a pochi, stavolta diventino invece un motivo di dibattito.

In campagna elettorale tutto fa brodo. E capita così che la polemica coinvolga anche la posizione dei tabelloni elettorali. Curioso il fatto che proprio i tabelloni, snobbati in alcuni comuni come era capitato a Torre de’ Picenardi un anno fa, quando però in gioco c’era “solo” il referendum della giustizia, che dati alla mano interessò a pochi, stavolta diventino invece un motivo di dibattito. A parlare è Angelo Angiolini, candidato consigliere regionale col Movimento 5 Stelle, che attacca in particolare Filippo Bongiovanni, candidato consigliere regionale per la Lega e Attilio Fontana e al contempo sindaco di Casalmaggiore, e Luca Zanichelli, candidato consigliere regionale per la civica di Letizia Moratti ma anche sindaco di Rivarolo del Re.

“Vicoboneghisio, Vicomoscano, Casalbellotto, Quattrocase, Polo Romani: plance da 6 spazi double face, ma la face del Sindaco-candidato Bongiovanni guarda verso la strada, gli altri 6 guardano verso il muro o il prato. Siccome non può essere il prodotto dell’intelligenza umana, è certo che sia una furbacchiata. P.S.: esecrabile lo strappo del manifesto al Romani” commenta Angiolini.

“A Villanova (frazione di Rivarolo del Re) – attacca Angiolini, spostandosi di qualche chilometro – la numerazione degli spazi va da destra a sinistra e il Sindaco-candidato (spazio assegnato n° 12) è il primo a sinistra anziché l’ultimo a destra. Così chi passa in auto può ammirare il suo bel viso. Ma nel centro di Rivarolo si passa dalla scrittura cinese a quella romana e si torna a leggere da sinistra a destra. Siccome la regola è variabile a seconda della visibilità, è certo che sia una furbacchiata. D’altronde, il Sindaco-candidato Zanichelli non ha ancora coperto i manifesti che ha fatto affiggere fuori dagli spazi consentiti nemmeno dopo il 13 gennaio e quindi dà un pessimo esempio di disprezzo delle regole del gioco”.

G.G.

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