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Elezioni, Fomiatti (Listone):
"Rilancio, puntare sui giovani"

"Serve un modo di fare politica e di amministrare in modo diverso da ciò che abbiamo visto. Serve che si mettano in gioco coloro che vogliono una Casalmaggiore che punti in alto e che guardi lontano”.

Non fa nomi, non mette avanti carte d’identità, ma prova a smuovere le acque in attesa del 2024, anno elettorale per Casalmaggiore. A parlare è Gabriel Fomiatti, consigliere comunale del Listone e candidato alle ultime Politiche per Azione e Italia Viva. “Ormai siamo arrivato al momento della verità. Casalmaggiore si sta avvicinando ad un punto di non ritorno. Siamo sempre più isolati e ci stiamo sempre più isolando. Non siamo più attrattivi sotto alcun punto di vista: economico, sociale, comunitario, turistico. Stiamo finendo nel dimenticatoio. Ma non è sempre e solo colpa degli altri”.

“Sappiamo bene – spiega Fomiatti – che in pochissimi si sono occupati concretamente del casalasco. La domanda è: quanto ci siamo impegnati noi per avvicinarci agli altri? Poco. Sicuramente molto poco negli ultimi 15 anni. Bisogna rompere questo modo di fare politica sonnolento che è diventato abituale da parte delle ultime amministrazioni comunali: chiudersi negli uffici, amministrare i numeri, adeguare regolamenti a disposizioni di legge e stare affacciati alla finestra a guardare il futuro della nostra città scorrere insieme all’acqua del Po. E’ arrivato il momento che si inizi ad uscire dai quattro fossi che ci circondano. È il momento di creare nuovi legami e nuove alleanze con altre città e altri comuni. Partendo da quelli limitrofi per arrivare al capoluogo provinciale. Ma non possiamo fermarci qui”.

“Casalmaggiore è un comune medio-piccolo – spiega il consigliere – ma può e deve assolutamente diventare un comune medio-piccolo di dimensioni europee. Per far ciò, chi si deve mettere in prima fila è il Sindaco. Sindaco che non può limitarsi a rinchiudersi in municipio per far scorrere le carte sulla propria scrivania. Deve uscire e girare per conoscere altre realtà e per far conoscere Casalmaggiore. Deve dar vita a nuove alleanze, nuovi gemellaggi. Abbiamo bisogno di farci conoscere e approfittare di nuove opportunità”.

“Dobbiamo creare legami – precisa Fomiatti – anche con comuni che fanno parte di altri paesi europei. Organizzare iniziative congiunte, magari partendo dalle sinergie scolastiche. Perché per costruire il futuro di Casalmaggiore bisogna partire pensando a loro: i giovani. I giovani sono coloro che hanno forza, energia, voglia di esplorare. Sono coloro che hanno inevitabilmente un’apertura naturale verso l’esterno. Nel 2023 i giovani sono le vere fasce deboli. Sono coloro che devono ancora costruire la propria vita. In molti casi devono farlo da soli in un ambiente arduo: salari bassi, costi alti, poche opportunità. Solo i più fortunati possono contare su un inevitabile aiuto da parte della famiglia di origine”.

“È per questo motivo che bisogna puntare gli sforzi maggiori su di loro. Per il loro futuro e per quello di Casalmaggiore. Poi dobbiamo sfruttare le occasioni che l’Europa mette a disposizione per gli enti locali. Perché la realtà oggettiva è che di occasioni ce ne sono tante. È compito di un’amministrazione trovarle e attuare politiche per poter ricevere finanziamenti volti allo sviluppo territoriale. Sembrano tutti argomenti lontani e che non incidono nella quotidianità, ma in realtà sono alla base di uno sviluppo sociale e ad un miglioramento del benessere di tutti i giorni. Cercare, creare, sfruttare nuove opportunità, vuol dire maggiori investimenti sul territorio, più lavoro… Vuol dire un’economia più sana e maggiori possibilità di investire sulle cose più basilari e vicine: dalle strade ai servizi”.

“C’è poi bisogno di ritrovare il senso di comunità. Principio base per il benessere sociale di un paese. Tutti devono prendere esempio da quelle frazioni di Casalmaggiore che questo senso non lo hanno smarrito. L’interagire quotidianamente con gli altri, il senso di solidarietà verso il prossimo in difficoltà. Tutte piccole cose che migliorano la vita di tutti. Questo può però essere fatto solamente se si ha una visione nuova e rinnovata che supera quel conservatorismo ideologico che colpisce tutte le forze politiche. Serve una visione diversa, voglia di osare. Servono idee innovative. Serve un modo di fare politica e di amministrare in modo diverso da ciò che abbiamo visto. Serve che si mettano in gioco coloro che vogliono una Casalmaggiore che punti in alto e che guardi lontano”.

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