Punti Nascita, Bertolaso "apre"
alla deroga: speranza per Oglio Po?
Bertolaso, in risposta, ha aperto a una possibile deroga. Perché finché i parametri rimangono gli stessi e Roma non li cambia (su tutti, la soglia di 500 parti annui), ecco che la parola magica è proprio “deroga”. E’ questa che Bertolaso vorrebbe chiedere al Ministero. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1
Da Roma, qualche mese fa, la prima apertura: una sorta di impegno per il Ministero della Salute a rivedere i parametri imposti nel 2015 dal DM70, quando il tasso di natalità generale era mediamente più alto dell’attuale. Ora anche le parole dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, riferite sì ad una interrogazione che riguarda il Punto Nascite di Asola, presentata dal consigliere mantovano del Partito Democratico Marco Carra, ma che – essendo le due situazioni assolutamente sovrapponibili – potrebbero essere trasferite anche sul Punto Nascite dell’ospedale Oglio Po, chiuso come noto da ottobre 2018.
C’è uno spiraglio? Probabilmente sì. Ma andiamo con ordine. “Dopo le ripetute rassicurazioni fatte in campagna elettorale da parte degli esponenti della giunta e dell’attuale maggioranza in consiglio regionale, e gli annunci che gli stessi hanno fatto sulla riapertura in tempi brevi sia del punto nascita, sia dei reparti di pediatria, ginecologia e ostetricia, ad oggi – ha scritto Carra nella sua interrogazione – è ancora sospesa la decisione della Regione Lombardia in merito alla riapertura del Punto Nascita di Asola e ancora non è certa la data di riattivazione di tutti i servizi sanitari collegati”.
“Ringrazio il comitato che si sta battendo per offrire un futuro all’ospedale di Asola – ha aggiunto poi Carra, ricordando come anche l’Oglio Po sia appunto privo di un Punto Nascite, il che aggrava la situazione e la carenza territoriale -. Ringrazio, inoltre, i consiglieri comunali Raffaele Favalli e Francesca Lamberti Zanardi per l’impegno che stanno mettendo a disposizione dell’ospedale”.
Bertolaso, in risposta, ha aperto a una possibile deroga. Perché finché i parametri rimangono gli stessi e Roma non li cambia (su tutti, la soglia di 500 parti annui), ecco che la parola magica è proprio “deroga”. E’ questa che Bertolaso vorrebbe chiedere al Ministero per poter riattivare i servizi anche senza raggiungere la soglia di 500 parti annui. L’assessore ha motivato la possibilità di avanzare la richiesta con le difficili condizioni viarie e la distanza notevole da altri Punti Nascita: un discorso che si può tranquillamente ripetere anche per Oglio Po a Casalmaggiore. Per questo le due situazioni sono sovrapponibili.
Ricordiamo che il Punto Nascita deve avere il pediatra in servizio per 24 ore e pure la rianimazione o la patologia neonatale. Su questi due punti andare in deroga è difficile, su temi dei 500 parti, invece, sembra si possa finalmente trattare e avere una sorta di “sconto”. Peraltro nel frattempo pure il Punto Nascite di Guastalla, vicino a Viadana e Casalmaggiore, è chiuso per carenza di personale.
G.G.