Cronaca

"Choc e rabbia: mai vista una cosa
così": testimonianza da Israele

l clima è invece di totale sfiducia verso il Governo. E poi il paese di Yehud, vicino a Tel Aviv, dove Mauro vive, è piccolo e tutti ci si conosce, dunque è quasi certo che uno degli ostaggi possa essere cugino a parente di un amico o un conoscente. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

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Quando lo contattiamo al telefono, Mauro Mantovani da Sabbioneta – da 7 anni di stanza in Israele – non può rispondere: sta lavorando vicino all’aeroporto di Tel Aviv ed è appena suonato l’allarme aereo e deve ritirarsi nel bunker pubblico allestito. Non è la prima volta che accade ma è la prima volta dopo decenni che Israele subisce un attacco via terra dai terroristi, entrati senza troppa difficoltà per dare vita ad una vera e propria strage.

Mantovani, ricontattato poco dopo per Cremona 1, è sposato, non può tornare a casa perché sua moglie lavora in un’azienda che rifornisce carburante agli aerei da guerra e ora c’è bisogno di rimanere. Le telefonate a Sabbioneta, a famiglia e amici, sono continue.

Le scene di violenza in strada, che per fortuna per ora non hanno toccato la zona di residenza di Mauro, sono choccanti. Il clima è invece di totale sfiducia verso il Governo col fallimento dell’Iron Dome. E poi il paese di Yehud, vicino a Tel Aviv, dove Mauro vive, è relativamente piccolo e tutti ci si conosce, dunque è quasi certo che uno degli ostaggi possa essere cugino a parente di un amico o un conoscente.

G.G.

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