Arte

Asola, museo Bellini: gli ultimi
giorni per l'informale di Feraboli

Museo Bellini di Asola, ultime settiman per poter vedere la mostra delle opere di Gianni Feraboli, tra colore e furore. E vale la pena non perdersela…

Gianni Feraboli approda negli ultimi tempi alla pittura informale dopo aver esplorato diverse forme espressive. Originariamente legato al dipinto del paesaggio padano, la sua terra natale, Gianni ne ha da subito svecchiato la modalità rappresentativa tradizionale con forme moderne, colori vibranti e intensi, applicati con larghi e corposi segni di spatola o di pennello. Questa fase pittorica esprime un “segno di appartenenza” alla terra, la Madre Terra, fortemente caratterizzata, nella configurazione del paesaggio, dal grande fiume che la attraversa.

Segue la fase espressionista, vissuta e rappresentata come uno sfogo, sulla tela, di ossessioni private. Questo periodo, ispirato all’universo onirico ma calato nella memoria soggettiva di luoghi e personaggi reali, esprime una pittura corposa, ricca di materia e contraddistinta da interventi nervosi e graffianti sulla tela. Il segno, spontaneo e istintivo, non cerca la precisione ma piuttosto l’espressività, fissando gli elementi essenziali, i tratti significativi e l’interiorità dei soggetti rappresentati. Questa produzione pittorica è carica di emozioni e di grida provenienti dal profondo dell’animo dell’artista.
Nella fase attuale, Gianni Feraboli fa riferimento, per modalità stilistiche ed espressive, alla pittura informale che sperimenta e manifesta in modo del tutto personale. Consapevole del rischio di valicare il limite della provocazione, propone elaborazioni grafico-pittoriche “esplosive” per intensità e forza cromatica, azione graffiante sulle superfici, ardite commistioni e inserti di elementi differenti, impasti di pigmenti o materiali non convenzionali in pittura.
Ogni tela rappresenta un viaggio emozionale profondamente intimo, è il prodotto di una necessità interiore dell’artista, alimentata da “furore” creativo che si tramuta in sfogo liberatorio.” (Danzio Soragni)

Gianni Feraboli è un pittore autodidatta che ha manifestato interesse per l’arte fin da ragazzo, quando ha iniziato a studiare i grandi pittori della tradizione italiana ed europea analizzandone l’utilizzo del colore, la resa cromatica e gli accostamenti tonali.

L’approfondimento personale di tecniche espressive e modalità esecutive dei maggiori artisti ha costituito la scuola da cui Gianni ha tratto la sua formazione di pittore. La curiosità e il bisogno di sperimentare sono state da sempre la spinta per esplorare diversi approcci e metodologie creative tanto nell’accostamento, nell’impasto di colori e pigmenti, di smalti gocciolanti con il nero catrame, quanto nell’utilizzo di materiali differenti, insoliti, pezzi di risulta e supporti di recupero.

In passato ha organizzato mostre personali a Mantova, Lerici, Sabbioneta e Soncino, ed ha partecipato a numerose esposizioni collettive. È risultato vincitore, nel 1991, del 2^ premio nella categoria “Estemporanea” al “Premio Rivarolo di Pittura” di Rivarolo Mantovano (Mn).

Ultimamente ha realizzato due mostre personali alla Galleria S. Andrea di Parma (2022) ed alla Casa di Rigoletto a Mantova (2023) ed una collettiva a tre presso la Galleria S. Andrea di Parma (2023).

ORARI: Dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13:00, sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15:30 alle 18:30, domenica dalle 15:30 alle 18:30.

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