Cambiamento climatico, il Gal Oglio
Po e la Strategia Clima
Il cambiamento climatico non è uno scenario in potenza, ma in atto. Per cercare di mitigarne la portata e per governare nel miglior modo possibile questi fenomeni e questa transizione, servono schemi lungimiranti, capaci di abbracciare i mutamenti in essere, partendo dalle peculiarità del territorio.
LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO NELL’OGLIO PO
In estrema sintesi, si è parlato di questo, di come dovrà essere gestita questa sfida, dei mezzi a disposizione, delle incognite e delle proiezioni per il futuro, dei correttivi da adottare. Progetti, idee che, in realtà, ci sono già: sono quelli della Strategia Clima del Territorio, insieme di azioni che più portatori di interesse, enti, comuni, consorzi e vari attori dell’area del Gal Oglio Po hanno già predisposto e condiviso.
Prospettive che, qualora fossero intercettate le risorse stanziate per questa partita da Fondazione Cariplo, potrebbero concretizzarsi con ricadute positive a molteplici livelli sull’area di riferimento. Strumenti per lenire o cercare di mitigare effetti e criticità, posto la portata globale del problema.
Per impostare un piano d’intervento è stato necessario prima commissionare uno studio, affidato a Eurac Research, importante centro di ricerca di Bolzano. La spiegazione delle modalità, dei criteri, dei canoni e degli esiti di questa capillare analisi del Comprensorio e dell’Ambito operativo del Gal Oglio Po ha occupato la parte iniziale della partecipata serata di giovedì 11 settembre a Calvatone.
A fare gli onori di casa il presidente del Gal Oglio Po, Domenico Maschi: “Il tema è da sempre prioritario per noi. Speriamo che il progetto riesca a ottenere le risorse appositamente stanziate da Fondazione Cariplo”. Un auspicio condiviso anche dal direttore Giusy Botti: “Siamo in fase di candidatura del bando della strategia clima. Questo rapporto è particolarmente importante perché considera problemi a cui andremo incontro nel breve e nel medio periodo”.
Presso la sala civica “B. Tosatto” erano presenti amministratori, rappresentanti di categoria, associazioni produttive, esperti, ricercatori, portatori d’interesse e cittadini: una convergenza che denota la sensibilità sul tema e una consapevolezza ormai acquisita da tempo.
LO STUDIO DI EURAC RESEARCH SUL COMPRENSORIO
Luca Cetara, ricercatore Eurac, professionista nello studio dei cambiamenti climatici e della vulnerabilità territoriale dal punto di vista sociale, ambientale ed economico, ha ricordato il modus operandi adottato: “Abbiamo svolto, grazie alla collaborazione dei partner dell’Oglio Po, uno studio legato all’analisi del rischio dell’area e abbiamo individuato delle vulnerabilità significative. Speriamo che quest’analisi possa permettere al territorio di adeguarsi. È una zona variegata, con caratteristiche particolari”.
GLI IMPATTI ATTESI E LE RICADUTE SUL TERRITORIO
A collaborare nella presentazione del report anche un altro esponente Eurac, Lorenzo Mucciarelli:
“Siamo andati a investigare gli scenari futuri, sia per le temperature che per la piovosità, e abbiamo riscontrato un significativo, potenziale innalzamento delle temperature, delle notti tropicali. Anche per quanto riguarda le precipitazioni si prospetta un aumento degli eventi estremi e una diminuzione generale delle precipitazioni annuali.
Mutamenti che comporteranno conseguenze sempre più impattanti, soprattutto in un territorio a forte vocazione agricola come l’Oglio Po e che dipende molto da questo settore”. In agricoltura saranno sempre più frequenti fasi di stress idrico e termico, con riduzioni di resa e qualità e maggiori costi. Anche il tema della ‘risorsa acqua’ non si può eludere: crisi idriche estive, con riduzioni significative delle portate dell’Oglio e del Po, comporteranno un sovrasfruttamento della falda e la conseguente necessità di impostare processi di riuso e maggiore efficienza.
Gli eventi naturali saranno sempre più intensi e i danni da agenti atmosferici diventeranno via via maggiori. Per gli ecosistemi si assisterà invece a una perdita di biodiversità in zone umide e al rischio di incendi in aree rurali. Uno scenario in cui si avrà una dicotomia tra fasi di stress idrico e siccità, con l’aumento dei giorni consecutivi secchi accostato all’intensificarsi di eventi estremi con record giornalieri di precipitazioni.
Nel proprio focus Cetara ha rimarcato l’incremento del pericolo idrogeologico per l’Oglio Po, con esondazioni fluviali e allagamenti da rete di bonifica, così come l’aumento di ondate di calore con il relativo stress termico sulla popolazione e le ricadute negative per la zootecnica. Una proiezione in cui i danni a colture e infrastrutture saranno progressivamente più marcati. Altrettanto preoccupanti gli impatti attesi: allagamenti diffusi, danni a strade, ponti ed edifici, riduzione delle rese agricole, calo della produzione, costi energetici più alti, isolamento di aree rurali e impatti sulla qualità ambientale.
GLI ATTORI COINVOLTI
A fronte di questo insieme di problematiche si è pensata a una strategia comune. Il lavoro di Eurac Research, finanziato da Fondazione Cariplo, sarà alla base della prossima Strategia Clima del Territorio.
Nel frattempo importanti progetti stanno prendendo corpo e i partner, coordinati dal direttore Giusy Botti, li hanno esposti. Parco Regionale Oglio Sud, Fondazione Sospiro, i Consorzi di Bonifica Garda Chiese e Navarolo, Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Banca dell’Acqua, Fondazione Italiana Ambiente, Coldiretti Cremona e Mantova, Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e Confagricoltura Mantova hanno parlato del controllo e miglioramento della gestione delle acque, della messa a dimora di nuove piante ecospecifiche e della tutela ambientale e sociale.
LE AZIONI PROGRAMMATE
Un lavoro corale, di squadra, nel quale, però, ogni attore ha pensato interventi singoli. Azioni che sono state presentate seppur nella cornice di uno schema complessivo, strutturato per rendere gli interventi più incisivi e frutto di una coralità ragionata.
L’aumento del patrimonio boschivo, per contrastare calore e migliorare la qualità dell’aria, sarà abbinato ad altre azioni promosse contestualmente. Attività di sensibilizzazione nelle scuole e tra la cittadinanza, interventi per ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse sono alcune delle possibilità e delle proposte emerse e inserite in una strategia articolata e ben sviluppata.
Grazie all’Università Cattolica si sta approfondendo ulteriormente la disponibilità di dati climatici per il territorio, mentre, tramite i Consorzi di Bonifica, si imposterà un’attività per migliorare e innovare la funzione irrigua. In parallelo, Fondazione Banca dell’Acqua, interverrà per sensibilizzare al risparmio e all’ottimizzazione nell’uso di una risorsa che sarà sempre più preziosa.
Lorenzo Costa






