Raineri e i cavalieri delle acque:
i 25 anni di un’impresa italiana
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Venticinque anni fa l’Italia del remo scrisse una pagina indimenticabile. A Sydney 2000 il quattro di coppia dei “Cavalieri delle Acque” – capovoga il casalasco Simone Raineri, con Rossano Galtarossa, Alessio Sartori e Agostino Abbagnale – volò via dall’ultimo rilevamento e tagliò il traguardo davanti a tutti. Fu oro e rimane, ancora oggi, l’ultimo titolo olimpico maschile del canottaggio azzurro.
La voce di Giampiero Galeazzi fece da colonna sonora a un’impresa che ha educato un’intera generazione a riconoscere il suono della perfezione in acqua. Simone Raineri, 23 anni allora, cresciuto all’Eridanea e atleta delle Fiamme Gialle, oggi tecnico federale, guarda quell’immagine e sorride: “L’emozione è grandissima: chiudo gli occhi e sembra ieri, poi mi guardo allo specchio e capisco che sì, sono davvero passati venticinque anni. È stata un’esperienza bellissima. Eravamo a Sydney, era la mia prima Olimpiade, ero molto giovane e arrivò subito un oro: un anno speciale, meraviglioso. Lo ricordo con grande intensità. Quello è ancora l’ultimo oro olimpico maschile del canottaggio italiano”.
Poi il suo pensiero corre al presente e al futuro, a un altro quadruplo che parla la lingua di casa nostra: quello di Giacomo Gentili: “Spero che alle prossime Olimpiadi Giacomo, con il suo quattro di coppia, possa fare un’ottima prestazione e riportare un oro all’Italia. Intanto gli faccio un grande in bocca al lupo per la finale dei Mondiali di domani a Shanghai“, è il messaggio che attraversa il tempo come un passaggio di testimone.
Venticinque anni dopo, quell’arrivo resta un faro, ha insegnato che si può alzare il ritmo quando conta, che la lucidità è una forza, che l’azzurro in quadruplo sa diventare orchestra e se oggi torniamo a sognare è perché qualcuno ci ha mostrato la rotta. Grazie Simone! L’oro di Sydney, come quello conquistato 12 anni prima da Gianluca Farina, un altro campione casalasco, continua a brillare sull’acqua, ogni volta che un quattro di coppia italiano si allinea ai blocchi di partenza.
Cristina Coppola