“Suono d’Italia”: prime note
con Petryshak e Banda dell'Arma
Il connubio tra le dolci note del violino e l’energia della banda ha riempito di meraviglia l’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, dove martedì sera è andato in scena il concerto della Banda dell’Arma dei Carabinieri, organizzato per celebrare la consegna del Violino “Suono d’Italia” realizzato da otto maestri di Confartigianato Imprese Cremona.
Un’iniziativa fortemente voluta dal colonnello Paolo Sambataro, comandante provinciale dei Carabinieri di Cremona, che ha deciso di donare lo strumento alla celebre formazione musicale dell’Arma.
Alla serata, condotta da Eleonora Busi e trasmessa in diretta su CR1, hanno preso parte tutte le autorità civili, militari e religiose della città.
È stato il colonnello Sambataro a introdurre l’iniziativa, salutando i presenti e sottolineando l’importanza di un’iniziativa che ha voluto essere da un lato il ringraziamento alla banda e dall’altro un modo per celebrare la maestria dei liutai cremonesi.
Otto i professionisti che hanno preso parte al progetto di costruzione dello strumento, aderenti a Confartigianato Imprese Cremona, presieduta dal liutaio Stefano Trabucchi, che ha partecipato fattivamente. Insieme a lui Alessandro Commendulli, Stefano Conia (decano dei maestri liutai cremonesi), Stefano Conia “il giovane”, Davide Negroni, Marco Nolli, Daniele Tonarelli, Andrea Varazzani.
Grande soddisfazione anche da parte di Marco Granelli, presidente di Confartigianato Imprese, e dello stesso Trabucchi, che hanno ringraziato i Carabinieri per questa importante iniziativa.
Colpo di scena della serata, la presenza della celebre violinista Anastasiya Petryshak, che ha accompagnato la banda, aprendo il concerto con “Meditation”, brano tratto dall’opera Thais di Massenet.
Sono seguiti diversi pezzi iconici, da Gounod a Salieri, da Williams alle melodie intramontabili di Ennio Morricone, come Nuovo Cinema Paradiso e Gabriel’s Oboe.
Il concerto si è quindi chiuso con due pezzi immancabili: La Fedelissima, marcia di ordinanza dell’Arma, e l’Inno nazionale italiano, che hanno mandato in estasi il pubblico. Standing ovation finale.
Laura Bosio