Cronaca

Superbonus, alla Fondazione Germani
di Cingia lavori quasi conclusi

I lavori di ristrutturazione quasi ultimati alla Fondazione Germani di Cingia de' Botti

Diversi milioni di euro di investimento, per una struttura più efficiente e completamente rinnovata.
Lavori in dirittura d’arrivo alla Fondazione Elisabetta Germani di Cingia de’ Botti, dove sono in corso ingenti interventi di ristrutturazione grazie al contributo statale già noto come Superbonus.

Nel concreto, si è trattato di efficientamento energetico, di interventi antisismici e di rifacimento complessivo di tutti gli impianti, con un passaggio totale all’elettrico; installati poi nuovi pannelli fotovoltaici.
Costo totale intorno ai 40 milioni di euro, ai quali si è aggiunto un milione messo a disposizione dalla Fondazione.

“Lavori che vanno a efficientare dal punto di vista energetico e vanno a mettere in sicurezza la struttura dal punto di vista antisismico – commenta il Presidente Enrico Marsella -. Due componenti estremamente importanti se vogliamo erogare un’assistenza di qualità, ma anche sicura. Sono lavori che andavano fatti perché noi all’interno delle mura ci mettiamo il cuore: la qualità dell’assistenza è di un certo livello, ma il contenuto ha bisogno di un contenitore efficiente e, perché no, anche bello da vedere”.

Termine ultimo fissato per legge alla fine del 2025, anche se la Fondazione punta a chiudere il tutto entro fine dicembre.

“Il cronoprogramma è stato rispettato – conferma il Direttore Generale Ivan Scaratti -: le ditte sono state molto rapide, con una particolare attenzione agli aspetti di sicurezza. Devo ringraziare per la pazienza i residenti ma soprattutto i nostri operatori, che hanno capito l’importanza dell’intervento e quindi hanno seguito tutte le indicazioni che passo dopo passo abbiamo cercato di dare”.

“Non da ultimo – conclude Scaratti – i parenti dei residenti: anche loro hanno capito che interventi andiamo a fare, che vanno anche nell’ottica di personalizzare la cura e quindi qualità di vita: andremo a intervenire anche, ad esempio, sugli impianti cercando di personalizzare il più possibile le stanze di degenza“.
Andrea Colla

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