Gussola-Torricella, ecco don
Lorenzo: "Ora fonda i boy scout"
Una chiesa strapiena di fedeli ha assistito domenica alla Messa di ingresso del nuovo parroco delle parrocchie di Gussola e Torricella del Pizzo: don Lorenzo Nespoli sostituisce don Roberto Rota, che a sua volta farò il suo ingresso a Sabbioneta domenica 5 ottobre.
A celebrare la Messa nella chiesa dell’Annunciazione di Gussola il vescovo di Cremona Antonio Napolioni; al suo fianco, oltre a don Lorenzo e al vicario zonale don Marco D’Agostino, altri parroci tra cui l’ex di Torricella don Giuseppe Allevi, il gussolese don Alfredo Assandri, da un anno a Calvatone, e monsignor Dino Censori, originario di Scandolara Ravara. Presenti anche un gruppo di membri della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù oltre alle autorità civili e militari.
A seguire la cerimonia tanti fedeli provenienti da Covo, dove don Lorenzo è stato parroco negli ultimi 9 anni. Prima della cerimonia, sul sagrato il saluto dei due sindaci: Stefano Belli Franzini di Gussola e Alessandro Farina di Torricella del Pizzo.
Nella sua omelia, il vescovo Napolioni ha preso spunto dalla lettura del Vangelo secondo Luca, nella quale dopo la morte un ricco finisce agli inferi, e il povero Lazzaro al fianco di Abramo. Inutilmente il ricco chiede ad Abramo di avvisare i suoi familiari di non comportarsi come lui, per evitare la stessa sorte. E Abramo: “Se non ascoltano Mosé e i profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”. E sui mali della Terra, in primis la tragedia di Gaza, Napolioni si è soffermato chiedendo alla platea: «Quanti oggi insultano i poveri nel mondo? Chi ha l’orologio da tre milioni esca da qui, o lo doni alla parrocchia», creando in qualcuno un certo imbarazzo. «I ricchi – ha continuato – diventano pazzi di avidità, inventano criptovalute mentre i piccoli risparmi finiscono in banche che li destinano all’acquisto di armi».
Qualche minuto prima dal pulpito una parrocchiana di Gussola, Clotilde Pasini, lamentava l’assenza di giovani in chiesa: «Se i ragazzi non vengono a Messa – ha detto il vescovo – è perché noi non la sappiamo raccontare. Non è in gioco solo la vita eterna, come fosse un premio di consolazione: è in gioco l’oggi. Se i nostri ragazzi sono poveri di fede sta a noi arricchirli».
Al termine don Lorenzo Nespoli si è rivolto ai nuovi parrocchiani: Ringrazio tutti quelli che mi hanno insegnato a essere chi sono oggi, e chi ha preparato questa bella accoglienza». Quindi ha estratto da uno zainetto tre oggetti chiamandoli “segni”: una maglia dell’Atalanta (don Lorenzo è originario della parrocchia di Cristo Re a Cremona, ma tanti anni nella Bergamasca hanno lasciato il segno) con la scritta “la maglia sudata sempre”, che sta per «non aspettare che altri facciano quello che puoi fare tu. E se sudi, se fai fatica, sei sulla strada giusta». Il secondo segno è un piatto donatogli da amici alpini, riportante la scritta “per esserci ovunque c’è bisogno”, e infine una maglietta donatagli dai bambini delle parrocchie che ha cresciuto, con la scritta “non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento”.
Prima del congedo, Napolioni si è rivolto a don Lorenzo dicendo: «Ti do un impegno in più: creare un gruppo di boy scout nel Casalasco».
V.R.








