Cronaca

Mostra su Dalì a Parma, sequestrate
21 opere ritenute false

Le opere sequestrate nella mattina del 1°ottobre dai Carabinieri a Palazzo Tarasconi

Era stata inaugurata lo scorso 27 settembre ed era tra le mostre più attese del periodo. “Dalì tra arte e mito”, esposizione promossa a pochi chilometri dal Comprensorio Oglio Po, negli spazi di Palazzo Tarasconi a Parma, si proponeva di offrire uno sguardo approfondito sull’arte del maestro catalano.

Nelle sale del polo culturale della città emiliana erano presenti 200 testimonianze del suo genio, tra cui incisioni, ceramiche, arazzi e oggetti di design provenienti da collezioni private. Il percorso si focalizzava, tra le altre cose, sul rapporto tra il visionario artista surrealista e la letteratura, in particolare la Divina Commedia.

Tra gli spazi di Palazzo Tarasconi il resoconto di due decenni (1960-1980) dell’intenso percorso dell’artista vissuto tra Spagna, Francia e USA in un lungo periodo storico attraversato dalle due Guerre Mondiali e dal Regime franchista, e da incontri personali fondamentali, con altri artisti surrealisti, come Joan Mirò, André Masson e con il poeta e scrittore Federico Garcia Lorca e con il regista Luis Buñuel.

Questa mattina, mercoledì 1 ottobre, il blitz degli uomini dell’Arma ha portato al sequestro di 21 opere, ritenute false, nell’ambito della mostra in corso nella città emiliana. Le operazioni sono state condotte dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma. Alle prime ore della mattinata, i militari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Roma, su richiesta dei magistrati del dipartimento Criminalità Diffusa e Grave della Procura della Repubblica di Roma.

Nelle 21 opere in questione a cui sono stati posti i sigilli, sono state riscontrate anomalie da parte degli uomini del Nucleo TPC di Roma. I primi dubbi circa l’originalità delle opere sono emersi durante una precedente esposizione, con lo stesso titolo, allestita nella Capitale.

A dare il via alle indagini, coordinate dalla Procura di Roma, è stata la segnalazione della “Fundación Gala – Salvador Dalì”. L’ente, che gestisce e difende la proprietà intellettuale dell’artista in Spagna e in qualsiasi altro paese, ha evidenziato elementi critici circa l’autenticità delle citate opere. Come precisato dagli uomini dell’Arma, “vige la presunzione d’innocenza per i fatti in corso di accertamento sino a sentenza definitiva”.

Lorenzo Costa 

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...