Il papà racconta la "corsa" di
Giulia: "Un Punto Nascite serve"
E’ andata bene alla piccola Giulia e ai suoi genitori: la corsa in ospedale al “Poma” di Mantova è stata resa possibile grazie alla scorta dei Carabinieri che, intercettando l’auto guidata dal papà della nascitura, Marco Mori, che cercava di farsi strada lungo la Sabbionetana, prima l’hanno fermata e poi l’hanno scortata fino al nosocomio di Mantova.
“Eravamo stati a Mantova la mattina per alcuni controlli ma ci avevamo rimandati a casa – spiega Mori, ricordando l’episodio avvenuto venerdì -. Non appena siamo arrivati a Cicognara, però, mia moglie ha rotto le acque. Siamo ripartiti subito e ho scelto di prendere la Sabbionetana. All’altezza del semaforo di Borgofreddo ho visto una pattuglia dei Carabinieri e ho spiegato loro la situazione: il traffico del venerdì pomeriggio (erano le 16 circa, ndr) è molto intenso perché si aggiunge anche il rientro dal weekend. I militari hanno capito e ci hanno scortati e li ringrazierò sempre. Nostra figlia è nata venti minuti dopo l’arrivo in ospedale, ma il rischio per l’incolumità di tutti è stato alto”.
Il punto è però sempre lo stesso: dal 2018 la chiusura del Punto Nascite di Casalmaggiore Oglio Po costringe chi vive nella terra di mezzo comprensoriale, spesso, a corse contro il tempo molto pericolose. Da qui la denuncia di Marco, che ora in tranquillità si gode con la moglie Cristina e l’altra bimba Sara, 5 anni dunque nata sempre a Mantova, la nuova arrivata.
“A mia moglie ho fatto una domanda retorica, dopo che tutto era andato per il meglio: “Ma se ci fosse stato aperto il Punto Nascite Oglio Po, saremmo andati lì?”. E lei mi ha risposto di sì: un conto è avere un ospedale a cinque minuti da casa, un altro dover fare 40 minuti sia verso Mantova sia verso Parma sia verso Cremona – e senza contare il traffico – cercando anche di mantenere la lucidità necessaria per arrivare sani e salvi. Purtroppo siamo vicini a tutto e lontani da tutto, come dico sempre”.
A margine una curiosità. “Scortato dai Carabinieri, ho dovuto correre e la strada per Mantova è zeppa di autovelox. Per questo, una volta sbrigate le pratiche burocratiche per mia figlia, su consiglio dei Carabinieri ho chiamato le varie Polizie Locali segnalando la mia targa e spiegando la situazione, altrimenti la patente la rivedo quando mia figlia è maggiorenne”.
Giovanni Gardani