Sapori antichi e comunità: a Torre
de’ Picenardi rivive la tradizione
Il 1° novembre Torre de’ Picenardi ha riscoperto i sapori di un tempo con una giornata di festa tra tradizioni contadine, laboratori scolastici e momenti di incontro dedicati alla memoria e alla convivialità.
I sapori di una volta e un forte senso di comunità hanno animato la giornata del 1 novembre a Torre de’ Picenardi, dove si è svolto l’evento “Fagiolini itineranti”, iniziativa che ha riportato in vita un’antica tradizione popolare legata al Giorno dei Morti.
Infatti, il Comune ha voluto ricreare quell’atmosfera d’altri tempi insieme alla SOMS e alla Pro Loco, proponendo ai cittadini e ai visitatori il tipico “fasulìin de l’uc cun li cudeghi”, preparato secondo le ricette della tradizione contadina. Soddisfatto il Sindaco Marcello Volpi che sottolinea quanto sia importante mantenere vivi i legami della comunità: “Per tutto il giorno Torre de’ Picenardi ha respirato un’aria di festa genuina, tra profumi che evocano la vita di un tempo e momenti di incontro, all’insegna della convivialità”.
A rendere l’evento ancora più significativo è stata la partecipazione degli alunni della scuola di Torre, che hanno curato un’importante mostra tematica affiancati dai docenti e da Davide Mometto, esperto della riserva naturale Le Bine di Calvatone. “Abbiamo realizzato questo open day – spiega Mometto – dal titolo Tàsta Bigio che pùc, felicità è conoscere le nostre tradizioni, legandoci al piano delle arti di istituto. Gli studenti delle elementari e delle medie si sono avvicinati a questa giornata esplorando il mondo dei legumi da più prospettive, dalla biologia e la genetica di Gregor Mendel, fino alla storia e alla geografia dell’agricoltura locale.
Le classi più piccole hanno studiato il ciclo biologico del fagiolo, mentre le quarte e quinte hanno raccolto e trascritto le ricette di famiglia, mettendo in luce come la tradizione, seppur simile, cambi da casa a casa”. Non sono mancati riferimenti ai crisantemi, “utubrìin” in dialetto cremonese, simbolo del Giorno dei Morti, che hanno colorato l’orto didattico recentemente inaugurato. L’evento ha coinvolto anche la forneria del paese, che ha collaborato con gli alunni per la cottura del dolce tipico del Giorno dei Morti, gli “usèt”. Ognuno dei 152 bambini ha potuto portare a casa il proprio dolcetto, frutto di un laboratorio alimentare dedicato alla tradizione.
Nel pomeriggio inoltre, alle 16.30, si è tenuta una conferenza all’interno del plesso scolastico, condotta da Davide Mometto, anche consigliere degli “Amici della Cucina Cremonese”, e da Ettore Amadio, esperto di biodiversità vegetale. Il tema, “Fagiolini con le cotiche tra storia, cremonesità e materie prime”, ha offerto un approfondimento culturale e gastronomico che ha intrecciato agricoltura, cucina e identità locale.
Un attento pubblico è intervenuto al convegno, facendo emergere curiosità, aneddoti e punti di riflessione, per poi finire nuovamente con i piedi sotto al tavolo con un’ulteriore degustazione di fasulìin. Una giornata all’insegna della memoria e della cultura che ha unito l’intera comunità di Torre de’ Picenardi, dimostrando come anche le tradizioni più semplici possano diventare occasioni preziose di incontro e riscoperta del territorio.