“Sfascio ergo sum”, l’amarezza
e la lezione di civismo di Boles
La bellezza chiama bellezza. Lo ha sempre detto e messo in pratica con idee, progetti, proposte e con un impegno civico costante nel volontariato. Un’attenzione nel raccontare, spesso fuori dalla cittadina, Casalmaggiore nel miglior modo possibile. Il progetto della Città dei Proverbi, la Finestra sul Po: intuizioni che si sono concretizzate e che hanno dato al centro rivierasco la consapevolezza di quelle che potrebbero essere le sue potenzialità.
Se gli onori sono da dividere con altri interlocutori, stavolta per Giuseppe “Giupy” Boles ci sono gli oneri. Sì, oneri: perché è stato danneggiato un vaso davanti alla propria abitazione di via Cavour. Spazio curatissimo, quello di Boles, ma che qualcuno ha rovinato. Poca cosa, si potrebbe dire, ma sono le modalità dell’accaduto a far riflettere.
La prende con filosofia, perché appunto il danno sarà sistemato quanto prima: “A breve – anticipa – rimetterò tutto a posto, perché la bellezza, nel mio piccolo mondo, deve vincere sempre”.
Resta la delusione e la constatazione di una mancanza di rispetto per spazi, oggetti e beni altrui: “Ce la metto tutta – continua – per far capire che se ognuno di noi iniziasse a prendersi cura del proprio piccolo pezzo di mondo, Casalmaggiore sarebbe centomila volte più accattivante.
Non credo esista altra facciata in tutta via Cavour e vie limitrofe tanto piena di verde. Lo faccio non solo per me, ma soprattutto per chi è di passaggio, certo di regalare al suo sguardo una carezza inaspettata. Se però mi sfasciate i vasi senza nemmeno uno straccio di biglietto con un semplice ‘Scusa, non l’ho fatto apposta’, allora mi chiedo: se l’avessero fatto a voi, cosa pensereste?”.
Oltre alla delusione, resta il disappunto, legittimo, per un gesto di civismo – una piccola assunzione di responsabilità – che è mancata e sarebbe stata doverosa.
L.C.