Politica

Centro Padano, Toscani incalza
la giunta sulla manutenzione

Tra le interrogazioni discusse durante l’ultimo consiglio comunale, anche quella formulata dal gruppo Casalmaggiore la tua città sulla riqualificazione della zona del centro commerciale Padano e delle aree di via Volta e via Galluzzi. Un documento presentato per chiedere immediati interventi manutentivi e migliorare il “percepito” tra i cittadini e i frequentatori dell’area rispetto allo stato d’incuria segnalato dai banchi di minoranza.

“Una zona – ha esordito il capogruppo Luciano Toscani – in cui la manutenzione e la pulizia lasciano a desiderare. Ci sono rifiuti dappertutto. L‘incuria è evidente. Un luogo visto non più come punto attrattivo, ma come espressione di degrado“.

Il consigliere d’opposizione ha proseguito nel proprio intervento: “Nelle aiuole, tra le erbacce, vi sono rifiuti abbandonati. La vegetazione spontanea ha superato quella piantumata ormai 30 anni fa. L’asfalto presenta buche pericolose. Non c’è segnaletica orizzontale: il movimento di macchine e persone è quasi casuale, non sono indicati stalli, vie d’entrata e d’uscita. Non ci sono percorsi pedonali e nemmeno una segnaletica verticale adeguata.

A fronte di tutto questo chiediamo un impegno dell’amministrazione nel cercare le risorse in bilancio per programmare un intervento di manutenzione straordinaria, per riportare quell’area al decoro che aveva quando è stata realizzata. Un’azione da intraprendere anche nell’interesse delle attività commerciali presenti“.

Nella replica dell’assessore Giovanni Leoni, un cenno al modus operandi condotto in altri contesti a partire dall’insediamento delle amministrazioni guidate dal sindaco Filippo Bongiovanni e un riferimento alla genesi della questione sollevata nell’interrogazione. Una criticità legata all’area del centro commerciale, frutto di una lottizzazione di 30 anni addietro. Scelte, figlie di altre giunte, di uno schema e una visione che, ad oggi, si riverbera in negativo.

“Nel mio primo mandato, quando seguii un primo intervento di riqualificazione dell’area del Conad, fui quasi tacciato, in modo sibillino, perché parlavo di urbanistica negoziata, di fare gli interessi dei privati. Ecco, è esattamente l’opposto. Nel fare quell’operazione – ha argomentato Leoni – non ritenevo opportuno che il peso economico della gestione e della manutenzione di parcheggi e di aree legate in modo stretto all’attività commerciale dovesse ricadere sui cittadini. Quindi feci in modo di cambiare l’operazione e quell’area è rimasta privata, di uso pubblico, ma a gestione del privato; lo stesso vale per l’Aldi e per altre attività di questo tipo. Da quando ci siamo insediati, non abbiamo fatto un’azione che vedesse uno sviluppo a livello commerciale accollandoci degli standard poi da gestire”:

Questo il nodo della questione: la discontinuità nell’operato dell’amministrazione rispetto a una scelta pregressa, intrapresa trent’anni fa, relativa all’area oggetto dell’interrogazione, di proprietà pubblica.

“In questo caso, invece, parliamo di circa 30.000 metri quadrati legati strettamente ad attività commerciali importanti. Mi viene da pensare che le stesse attività dovrebbero essere le prime, parlando di sensibilità, nel migliorare l’accoglienza. Non si può pensare che oggi, dopo trent’anni, ci siano le forze economiche da parte del Comune per poter gestire il tutto nel modo che voi, comunque giustamente, rilevate. C’è una difficoltà economica e gestionale.

Quella dell’interrogazione non è un’area residenziale, non è un quartiere: è un’area commerciale pura. Le attività produttive avrebbero dovuto, da subito, essere coinvolte nella gestione. Non è stato così e oggi paghiamo pegno per una scelta dell’epoca. Non sto dicendo che quella decisione fosse illegittima, e non sto accusando nessuno, ma oggi ne paghiamo le conseguenze. Cercheremo comunque di intervenire. Tuttavia, ritengo inopportuno immaginare che, a discapito di altre situazioni, si debba fare una scelta politico-amministrativa di investire nella manutenzione dell’area sottraendo risorse per altri ambiti.

Credo invece si debba fare un lavoro, e cercheremo di farlo, per incontrare gli operatori economici interessati. Potremmo vedere se vi siano le condizioni per aprire un tavolo, come avvenuto ad esempio per il Penny: quell’area era privata e chiusa da cancelli, adesso è privata ma di uso pubblico e gestita dal privato. In passato, quando abbiamo interagito con i privati e con gli operatori economici, qualcosa abbiamo sempre ottenuto, confrontandoci con i nostri interlocutori. Non sarà facile, ma credo che si possa lavorare in tal senso”.

Una risposta giudicata insoddisfacente da Toscani: “Rimane il fatto che è una situazione indecorosa e il vostro compito non è di lasciare andare quell’area alla malora. È vostro dovere intervenire“.

Lorenzo Costa

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