Oglio Po, CGIL denuncia:
"Depotenziamento evidente"
Medicina Generale: la prima fase dell’esternalizzazione, affidata alla Cooperativa Sociale Dolce, partirà il 1° dicembre con 24 posti letto, la seconda fase il 1° febbraio.
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Medicina Generale: la prima fase dell’esternalizzazione, affidata alla Cooperativa Sociale Dolce, partirà il 1° dicembre con 24 posti letto, la seconda fase il 1° febbraio. Conferme sul tema dell’esternalizzazione del reparto sono emerse anche durante l’ultima seduta consiliare a Casalmaggiore, quando il consesso locale si è confrontato sul futuro del nosocomio.
“Il nostro allarmismo – esordisce il Segretario Generale FP CGIL Cremona – è stato più che giustificato, la mesta conferma di ciò che denunciamo da mesi”. Preso atto di uno scenario ipotizzato da tempo, l’esponente sindacale guarda all’immediato futuro: “Nelle prossime ore ci confronteremo con la RSU Aziendale e le altre organizzazioni sindacali per definire le iniziative da intraprendere. È in gioco un pezzo di sanità pubblica che, una volta perso, non tornerà più. Le rassicurazioni su una futura reinternalizzazione non sono credibili. La salute è un diritto, non un privilegio o una merce da mettere in vendita”.
Sull’ultimo confronto tra le sigle sindacali e i vertici di ASST: “Il Direttore Generale dell’ASST di Cremona, nell’acceso incontro sindacale del 5 novembre, ha confermato l’affidamento a soggetti terzi del reparto di Medicina Generale dell’Ospedale Oglio Po: in parole semplici, un appalto, una privatizzazione, un’ennesima esternalizzazione. Siamo certi che la scelta fosse già scritta da tempo: negare il dialogo costruttivo per aprire la strada al privato.
Non stupisce che questa Direzione, espressione politica di Regione Lombardia, segua la logica che equipara la sanità pubblica a quella privata. Nulla di nuovo: solo l’ennesimo atto vergognoso. Deludente l’atteggiamento del sindaco di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, che si è limitato a prendere atto del nuovo appalto senza alcuna riflessione o iniziativa concreta.
Si è persa l’occasione di costruire un percorso condiviso o un osservatorio permanente sull’Oglio Po per difendere un presidio fondamentale per il territorio. Sconcerta che la decisione arrivi mentre è in corso un concorso pubblico per 50 infermieri, con scadenza il 30 novembre. Affidare un reparto al privato, che appare più una scelta di comodo che strategica, non risolve la carenza di personale infermieristico: la stessa ASST denuncia difficoltà nel coprire il turn-over e nel reclutare nuovi professionisti”.
Il rappresentante sindacale prosegue: “Negare il depotenziamento, come spesso ribadisce il Direttore Generale, significa negare l’evidenza. La completa riapertura di Cardiologia e UCC e i pochi letti aggiuntivi derivanti dalla ricostituzione dei reparti di Chirurgia e Ortopedia non rappresentano un potenziamento, ma un recupero di ciò che già esisteva. I posti letto di Medicina Generale, oggi 48 contro i 60 di inizio 2022, confermano il voluto indebolimento del perimetro pubblico. Sacrificare la Medicina Generale significa non riconoscere l’importanza di un reparto multi-specialistico per la comunità, che risponde anche a numerosi bisogni sociali”.
Sul personale: “Ancora una volta gli infermieri sono trattati come numeri. L’incontro del 7 novembre, a decisioni già prese, ha confermato mesi di voci di corridoio. Le lavoratrici e i lavoratori, che hanno sempre garantito professionalità e dedizione, meritavano ascolto e rispetto. Oggi prevalgono demotivazione e sfiducia”.
In chiusura, la richiesta rivolta alla direzione ASST di un altro confronto: “Sul futuro degli OSS della Cooperativa Euro & Promos le informazioni restano vaghe e frammentarie. Abbiamo chiesto un incontro urgente alla Direzione, alla presenza di entrambe le Cooperative, per garantire chiarezza e tutele, ma emergono solo incertezze. L’ASST intende ridurre l’attuale appalto del 20% e trasferire parte del personale a Cremona, ma la nostra posizione è chiara: i posti di lavoro all’Oglio Po vanno salvaguardati, le condizioni mantenute e il percorso sindacale reso trasparente e condiviso, non eluso”.
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