"Rally" di via Cairoli. Soluzioni?
Anche i residenti si dividono
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Torna al centro dell’agenda e del dibattito la questione di via Cairoli a Casalmaggiore. E all’orizzonte si affaccia il timore, in realtà fondato e che trova una logica nella sua illogicità, di gare illegali organizzate tra il centro – inteso come piazza Garibaldi – e le vie limitrofe, come appunto via Cairoli.
Illogico, si diceva, ma a suo modo logico, almeno per spiegare perché quella strada venga utilizzata da persone con poco senno come una pista. E’ accaduto due volte in ottobre, non accadeva da un po’, in realtà, ma certo non se ne sentiva la mancanza.
E’ però difficile arrivare alla costituzione di un comitato di cittadini sulla questione sicurezza stradale, perché gli stessi residenti di via Cairoli sono divisi sul da farsi e sulle soluzioni da adottare. Non a caso la raccolta di firme per chiedere che via Cairoli tornasse alla precedente viabilità non è stata un successo a tutto tondo, perché alcuni residenti riconoscono lo sforzo fatto di “spezzare”, per così dire, la strada rispetto al lungo rettilineo precedente, quando davvero qualcuno aveva scambiato via Cairoli per una pista di decollo.
Certo, gli ultimi episodi testimoniano di una situazione che, al di là del giudizio su un effettivo miglioramento, resta molto calda e attuale. Due, sin qui, le proposte che arrivano con maggior forza: da un lato l’installazione di dossi che possano limitare la velocità, perché a quel punto correre su via Cairoli vorrebbe dire rompere le sospensioni e creare gravi danni all’auto; dall’altro una serie di controlli maggiori da parte delle forze dell’ordine, magari intensificando – compatibilmente con le forze a disposizione – i pattugliamenti notturni, specie in questa fase in cui risulta più che mai necessario spezzare il trend.
Due episodi non sono ovviamente la normalità, ma il fatto che siano avvenuto in modo ravvicinato impone di affrontare il problema: e se davvero il centro storico viene da qualcuno scambiato come una pista in cui gareggiare a tutta velocità, come hanno riferito alcuni testimoni, ecco che intervenire prima che ci scappi il morto o il ferito grave è quantomeno necessario.
Giovanni Gardani (video Alessandro Osti)