Falchi, il paesaggio come poesia:
l’omaggio al Teatro all’Antica
Al Teatro all'Antica un incontro per ricordare il pittore. Tra testimonianze, interventi critici e il documentario dedicato all’artista, Sabbioneta ne ha celebrato l’eredità umana e creativa
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L’immagine al centro dell’incontro, ospitato al Teatro all’Antica, incentrato sulla figura di Paride Falchi. Un appuntamento promosso, nel trentennale della sua scomparsa, per celebrare il maggior interprete del paesaggismo padano del Secondo Dopoguerra.
Le immagini delle sue opere e l’immagine, in senso lato, restituita nel documentario. Una pellicola che, sapientemente, ricostruisce la parabola di un artista e della sua sensibilità. Pittore profondamente legato alla propria città d’origine e intimamente connesso al paesaggio mantovano, che ha ritratto con stile unico, dipingendolo nell’alternarsi delle stagioni e degli anni.
In apertura, il sindaco Marco Pasquali ne ha sottolineato l’attualità della figura e della portata artistica. Un personaggio importante in grado di offrire, con il proprio tratto, uno sguardo intriso della bellezza dei paesaggi di pianura, che sarà tramandato e raccontato ai ragazzi. Infatti, a partire da quest’anno scolastico, nelle classi terze della scuola secondaria di primo grado, l’insegnante di arte dedicherà una giornata allo studio del pittore, della sua tecnica e della sua produzione.
A dare ulteriore compiutezza all’evento dedicato a Falchi, la presenza di Ombretta, la quale ha fornito una testimonianza personale sul nonno, ricordandolo come “gentile, affabile, dolce”. Ha inoltre raccontato il proprio impegno nel promuoverne la conoscenza attraverso mostre ed eventi, un lavoro reso ancor più rilevante ex post, considerando che Falchi, di indole schiva, non amava esporre.
La rilevanza del suo lascito è riverberata nell’affermazione del docente e critico d’arte Valter Rosa, secondo cui “il pittore merita una nuova attenzione da parte della critica”. Un interesse crescente per la produzione pittorica del sabbionetano testimoniato dalle recenti esposizioni di Casalmaggiore e Mantova. Proposte culturali d’alto profilo che hanno permesso, di fatto, di aprire una nuova fase di studio sulla sua produzione per far emergere nuovi aspetti: dalla formazione all’esercizio costante del disegno, dal rapporto con il vero naturale al dialogo con il paesaggio artistico-monumentale.
A seguire, Ernesto Flisi, che conobbe l’artista a Viadana nel 1974 e lo frequentò per diversi anni, ha condiviso ricordi personali ed episodi inediti. Durante la conferenza al Teatro Olimpico di Sabbioneta sono risuonate le parole e i ricordi di Guido Rubini, allievo di Falchi. Il pittore e musicista, visibilmente emozionato, ha rivissuto la propria esperienza formativa. Per l’occasione, Rubini ha presentato un brano composto in onore del maestro, una canzone che ha suggellato un legame artistico e umano durato nel tempo tra i due.
Al termine del convegno, i partecipanti, accompagnati dai relatori, hanno visitato la mostra permanente delle opere di Paride e Aldo Falchi. Un prezioso lascito della famiglia al Comune di Sabbioneta visibile nelle sale di Palazzo Ducale. L’apprezzata iniziativa è stata promossa e coordinata da Alberto Sarzi Madidini e realizzata con il supporto di Comune, Pro Loco e Fondazione Sabbioneta Heritage.
Lorenzo Costa