Piadena e la polemica politica è
social: "Su quei gruppi censura"
E’ acceso il dibattito politico a Piadena Drizzona, su varie tematiche. E alle volte anche i social network lo rinfocolano. Da Lorenzo Toninelli, che peraltro è stato candidato consigliere con la lista che sosteneva Luigi Pagliari, arriva infatti un’accusa che riguarda direttamente la pagina “Piadenesi Doc” e lo stesso consigliere di minoranza.
“Sono stato espulso alla pagina senza motivo apparente. È triste vedere come questa pagina, che dovrebbe essere il gruppo di tutti i Piadenesi, indipendentemente dal colore politico, sia diventato ormai solo un mezzo di propaganda (e censura) da parte del suo amministratore. Non è un segreto infatti che dal gruppo siano state espulse persone, tra cui recentemente anche il sindaco Ferrari e non solo, che “non la pensano” come il signor Pagliari e che hanno avuto il coraggio di esporre la propria idea”.
“Ciò che rattrista – spiega Toninelli – è che questa censura sia stata applicata anche nei confronti della Pro Loco e ai suoi post (già due), che nulla hanno di politico: si trattava nello specifico di un post di ringraziamento degli sponsor della fiera (di cui un buon 80% sono attività Piadenesi e i cui titolari sono presenti su questo gruppo) e il secondo era riguardante la Festa di Sant’Omobono a Drizzona). Non mi pare nulla di politico. Sarà forse che la Pro Loco attuale non è “la sua”?.
Ho chiesto motivazione della mancata pubblicazione dei post (o se semplicemente non fossero stati visti) al suddetto amministratore, il quale ha solamente visualizzato il messaggio senza rispondervi. È ormai palese che la scusa del “i post saranno vagliati al fine di evitare post con insulti, ecc…” non regga più. Arrivare a censurare di fatto la Pro Loco è un gesto becero (oserei dire una bambinata anzi), quando l’associazione è la prima a mettersi in campo per il paese e che finalmente fa qualcosa (e ciò è sotto gli occhi di tutti; secondo pure lo stesso amministratore…).
In quel gruppo – conclude lo stesso Toninelli – c’è un concetto di democrazia alquanto bizzarro e, oserei dire, fuorviante. Ritengo che un atteggiamento ed un comportamento simile, soprattutto da parte di una persona che ricopre una carica pubblica in consiglio comunale, sia inaccettabile e oltraggioso. Consiglio all’amministratore di cambiare il nome al gruppo, perché quello ormai non è più il gruppo di tutti i Piadenesi, ma di una ristretta (e selezionata politicamente) parte di essi”.
redazione@oglioponews.it