Un teatro "diverso"?
A Casalmaggiore ecco gli Eridani
Non chiamatela compagnia, non ancora almeno, perché magari col tempo potrebbe diventare tale, ma al momento si tratta di una sperimentazione itinerante. Non si spaventino però, loro signori, qualora durante una sagra o una festa estiva dovessero comparire teatranti impegnati in una recita. Perché l’idea di Giuseppe Romanetti, per oltre tre decenni direttore artistico del teatro di Casalmaggiore e oggi con lo stesso ruolo a Villastrada, è proprio quella di considerare il teatro come una forma d’arte accessibile a tutti, creando così gli Eridani.
“La volontà – spiega – è di divertirsi con leggerezza e prendendo per esempio alcuni testi, commedie classiche opportunamente ridotte, opportunamente aggiustate. Così possiamo recitare come era il teatro anticamente e come si faceva un po’ nella commedia dell’arte. Non si va in giro non per soldi, ma semplicemente così, per partecipare se c’è una sagra o un momento di festa. E magari lo scambio può essere che le cose le paghi, come dire, in natura. Vai a recitare in un posto e si mangia qualcosa insieme. Detto così sembra un’idea molto fantasiosa e in realtà no, è un’idea ben concreta, dove c’è un percorso”.
Senza darsi un tempo predefinito o scadenze pressanti. “Il nostro tempo lo dà la nostra disponibilità. Qualche anno fa noi avevamo già creato, con il compianto Umberto Fabi, La Compagnia degli Eridani, il cui nome prendeva spunto dal Po, il Fiume Eridano. Ora, non siamo ancora compagnia ma un gruppo, appunto gli Eridani. Chiunque voglia partecipare può contattarmi al numero 342-8018078. La base è Casalmaggiore ma possono partecipare tutti i residenti della zona“.
G.G.