Mancata intesa con i dem,
Perteghella attacca il Pd
Amministrative 2026: il portavoce di Viadana Democratica attacca il Partito Democratico per la mancata convergenza attorno alla figura di Fabrizia Zaffanella, in corsa per la poltrona di sindaco
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Confermando la propria candidatura, Fabrizia Zaffanella ha ufficialmente aperto la prossima campagna elettorale in vista delle amministrative del 2026.
La sua (seconda, dopo quella del 2020) scesa in campo, stavolta alla guida di una coalizione composta da Io Cambio, Viadana Democratica, Sinistra Italiana e M5S. Una mossa che ha provocato un effetto domino. In area pentastellata, l’ex attivista M5S Stefano Capaldo ha espresso dubbi circa l’effettivo apporto di una lista, per come è il Movimento a Viadana oggi, alla causa. In seconda battuta, la decisione del Pd di correre con un proprio candidato, di cui ha preso atto il segmento progressista pro Zaffanella, ha movimentato ulteriormente la politica locale.
Tra le argomentazioni addotte dal Pd circa il mancato ingresso nello schieramento, il baricentro – per i dem troppo a sinistra – di Zaffanella. A riguardo, Silvio Perteghella, portavoce di Viadana Democratica, interviene per dare la propria lettura sulla mancanza di una convergenza dello schieramento con i dem attorno alla figura del capogruppo di Io Cambio: “Il Pd è stato invitato da Viadana Democratica a un confronto alla presenza della candidata a maggio; in quella sede venne proposto dallo scrivente alla delegazione Pd di riconfermare congiuntamente Fabrizia alla guida della coalizione.
Il portavoce della civica prosegue illustrando passaggi successivi dell’interlocuzione tra le parti: “In ottobre il Pd ha convocato il capogruppo di Io Cambio per comunicarle che avrebbe individuato un sindaco diverso, ma senza nemmeno indicarlo nominalmente e senza nemmeno invitare la lista di Fabrizia e Viadana Democratica a sostenerlo. Il Pd, quindi, non ha voluto nemmeno condividere un candidato diverso per un’alleanza che sarebbe stata normale e logica. Ha preferito andare da solo con una propria candidatura, pur consapevole che alle precedenti elezioni comunali totalizzò l’8,4%”.
Nella propria ricostruzione, Perteghella si sofferma sulla linea del Partito Democratico in proiezione futura: “La strategia del Pd locale, quindi, è quella di provocare volutamente la divisione del centrosinistra, nella consapevolezza che questo favorirebbe l’accesso al ballottaggio di un candidato civico di centrodestra alternativo alle forze che sostengono l’amministrazione, con la speranza di poterlo sostenere al ballottaggio. Il Pd locale, quindi, adotta questa strategia di “rottura” non per ragioni programmatiche o per una visione di comunità nell’interesse dei viadanesi, ma – sostiene Perteghella – per pure logiche di “inciucio” che garantirebbero la condivisione di “affari” che nulla hanno da spartire con la comunità e il pubblico interesse”.
L.C.