Via Crucis laica per l’Oglio Po:
il territorio si mobilita
La CGIL in difesa dell'Ospedale Oglio Po con una "Via Crucis" simbolica. Cartelli di protesta denunciano la crisi del nosocomio e chiedono risorse e attenzione.
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Il territorio torna (per la verità continua) a mobilitarsi in difesa del Presidio Ospedaliero Oglio Po e lo fa con una protesta vibrante, netta, decisa, declinata attraverso un “cammino di passione, ma anche di lotta e speranza”. Questo il fil rouge dei messaggi posti nel parcheggio di una struttura sanitaria che, recita la XII stazione, “muore nei fatti, non nelle coscienze”.
L’iniziativa della FP CGIL di Cremona, ovviamente, farà discutere. L’organizzazione sindacale ha collocato quattordici cartelli nell’area del parcheggio adiacente all’ingresso dell’ospedale di Vicomoscano. Quattordici postazioni per altrettante stazioni che descrivono la Via Crucis del nosocomio locale, ospedale – è il contenuto della VI stazione – “asciugato da chi non lava via i peccati della politica” e che, è il giudizio della III stazione, “cade sotto il peso dei tagli”. Un presidio che però è “aiutato da chi crede nel valore pubblico”.
Un’iniziativa che rispecchia l’impegno di “una comunità che resiste e non si rassegna”, come riportato in un’altra tappa di cui si compone l’azione di protesta. Come motivano i promotori del gesto “abbiamo posizionato le 14 stazioni che raccontano, una per una, la sofferenza e la resistenza del nostro ospedale. Una Via Crucis laica, fatta di parole forti e vere: il peso dei tagli, i turni infiniti, le scelte politiche sbagliate, l’indifferenza delle istituzioni”.
Una situazione figlia di molteplici criticità reitarate nel tempo in cui però emerge, come constatato dal sindacato, “la forza della comunità, dei lavoratori e di chi continua a credere nel valore pubblico della sanità. Ognuna delle 14 tappe denuncia un pezzo della storia recente dell’Oglio Po. Una storia difficile, ma che non ci ha mai fatto smettere di lottare. Non ci arrendiamo. L’Ospedale Oglio Po merita risorse, attenzione e futuro. Noi continueremo a difenderlo, insieme”.

L.C.