Casalasca Servizi diventa in house:
"Svolta storica, ora multiservizi"
Il Consiglio comunale di Casalmaggiore ha approvato la trasformazione della società Casalasca Servizi in una società in house providing, aprendo di fatto la strada a un nuovo modello di gestione dei servizi pubblici locali. Un passaggio definito dal sindaco Filippo Bongiovanni come “uno degli atti più importanti degli ultimi quindici anni”, destinato a coinvolgere l’intero territorio: 41 comuni stanno infatti procedendo lungo lo stesso percorso.
Bongiovanni ha ripercorso il cammino che ha portato alla scelta: un anno e mezzo di analisi, verifiche e costruzione dell’impianto giuridico e operativo. Con la trasformazione, il servizio di igiene urbana – che ogni Comune può scegliere autonomamente come affidare – potrà essere gestito direttamente dalla nuova società interamente pubblica.
Attualmente, Casalasca Servizi è partecipata al 51% dal comune di Casalmaggiore, poi in quota minore da altri comuni e infine da soci privati ormai “a termine”: secondo statuto, infatti, la componente privata uscirà entro fine 2025, lasciando come unici proprietari gli enti pubblici.
“Le analisi svolte dimostrano che il modello in house è il più conveniente dal punto di vista economico e il più efficiente”, ha spiegato Bongiovanni. La presenza privata, già presente all’interno di Casalasca e che negli anni è stata sempre più apprezzata, garantisce le competenze operative, ma la natura della società diventerà a tutti gli effetti pubblica.
Cruciale il rispetto dei requisiti normativi: l’attività dovrà essere svolta per almeno l’80% a favore dei soci pubblici, condizione indispensabile per l’affidamento diretto. Sono stati approvati statuto, convenzione e relazione tecnica, con affidamento dal 2026 al 31 dicembre 2040, per una durata complessiva di quindici anni.
Spetterà ora all’ANAC esprimere eventuali osservazioni entro 60 giorni. Nel frattempo, l’attuale gestione sarà prorogata fino al via libera definitivo, dato che come detto le osservazioni potrebbero anche arrivare a metà febbraio, dunque a 2026 già iniziato.
Il nuovo assetto prevede un organo di controllo analogo composto da un numero che varia da 5 a 7 membri provenienti dai diversi Comuni, distribuiti per fasce demografiche. Il Consiglio di amministrazione sarà invece formato da 3 o da 5 membri: nel primo caso Casalmaggiore – socio di maggioranza – indicherà presidente e altri due componenti; nel secondo caso avrà il presidente e in aggiunta un consigliere.
Il consigliere Luciano Toscani ha espresso voto favorevole, auspicando che la società possa diventare un punto di riferimento per l’intera provincia di Cremona: “Ci sono le condizioni per farlo. Bisogna allargare l’orizzonte e la base sociale: diversi Comuni hanno già manifestato interesse e potrebbero entrare nel 2026. Ci auguriamo vengano accolti”.
Toscani ha anche sottolineato l’importanza della componente educativa legata ai temi dell’economia circolare, della differenziata e del rispetto ambientale. Ha ricordato come l’introduzione del porta a porta, introdotta proprio dall’amministrazione Toscani e molto temuta inizialmente, si sia poi rivelata uno dei servizi più apprezzati dai cittadini, come ha rivelato un sondaggio di inizio anni Duemila, dunque poco dopo l’adozione della novità.
Bongiovanni ha poi illustrato i possibili ampliamenti delle competenze della società, che potrebbe assumere un ruolo da vero e proprio “braccio operativo dei Comuni”. Tra i servizi potenzialmente gestibili: cimiteri, illuminazione pubblica, trasporto di cose e persone, informatizzazione, gestione energetica. Insomma Casalasca ha fatto un primo, decisivo, passo per divenire una multiservizi.
Il consigliere Annamaria Piccinelli ha insistito sull’importanza del ruolo educativo, con particolare attenzione al tema dei trasporti, proponendo anche sperimentazioni per ridurre il packaging e promuovere comportamenti più sostenibili.
Giovanni Gardani (video Alessandro Osti)