Tangenziale, Piccinelli: “Fondamentale rappresentanza del territorio”
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“La prima cosa che ci ha insegnato la serata è che avere rappresentanti del casalasco nei posti che contano è importante. Bisogna tenerne conto quando si vota, anche a costo di qualche compromesso”: a dichiararlo, a margine dell’appuntamento per fare il punto sulla tangenziale di Casalmaggiore di venerdì 28 novembre in Auditorium Santa Croce, è Annamaria Piccinelli.
L’esponente di Movimento Vivace e Sostenibile parte da una considerazione incentrata sul peso politico dell’area, sulla leva che rappresentanti del territorio possono (e dovranno) avere in diverse sedi istituzionali. Istituzioni che hanno registrato, finalmente, un’importante convergenza, come giustamente rilevato dal sindaco Filippo Bongiovannidurante l’assemblea pubblica.
Obiettivi condivisi, espressione di un’unità d’intenti fondamentale nel lungo percorso per concretizzare in futuro l’infrastruttura, al netto di una partita ancora tutta da disputare, con molte incognite e senza certezze, se non, appunto, la sinergia emersa. Quella di Piccinelli è una riflessione basata appunto sulle possibili ricadute positive che determinate figure vicine alle istanze del casalasco possono avere nel “grande gioco” della politica (e della burocrazia), in merito al progetto di un’infrastruttura viabilistica fondamentale come sarà la variante all’Asolana.
Piccinelli entra nel merito della questione: “A livello progettuale non partiamo dall’anno zero, il problema – sostiene il consigliere d’opposizione – è che nessuno ha portato avanti le istanze del casalasco”. Un excursus in cui trova spazio anche la TiBre: “Dopo che la scelta di credere nella grande opera TiBre si è rivelata sbagliata, la Provincia, già nel 2014 (con vicepresidente e assessore ai lavori pubblici entrambi di Casalmaggiore), aveva realizzato un progetto svincolato dalla TiBre.
Perché è rimasto nel cassetto e, fino a un mese fa, il Ministero non ne aveva mai sentito parlare? Non si dimentichi che la strada fino al 2021 è stata provinciale, quindi di competenza della Provincia.Risposta: la riforma Delrio, che proprio nel 2014 ha depotenziato e impoverito le Province e poi, soprattutto, negli anni successivi, nessun rappresentante significativo del casalasco da nessuna parte”.
Ancora sul tema della rappresentatività: “I successivi presidenti di Provincia sono stati cremaschi e, evidentemente, i consiglieri di Casalmaggiore non sono riusciti a incidere. Inoltre, i consiglieri regionali di allora e di oggi sono stati tutti cremaschi e cremonesi. La distribuzione dei soldi del Piano Marshall parla abbastanza chiaro; inutile rivendicare iniziative prese dopo quella distribuzione, perché erano fuori tempo massimo. Sarà un caso che finalmente arriva un presidente della Provincia che abita a sud di Cremona e un vicepresidente di Casalmaggiore, e il casalasco ricomincia a remare tutto dalla stessa parte?”
Il consigliere comunale prosegue parlando dei quattro progetti sulla tangenziale presentati nella partecipata serata in Auditorium Santa Croce: “Il funzionario provinciale, l’ingegner Biroli, ha illustrato ben quattro progetti riguardanti la nostra tangenziale: uno del 2001 della TiBre, uno del 2014 realizzato dalla Provincia stessa e altri due realizzati oggi, uno dall’ingegner Cavalca e uno nuovamente dalla Provincia”.
Se il progetto TiBre viene liquidato da Movimento Vivace e Sostenibile con poche battute – “non ci soffermiamo neanche, un ecomostro e anche costosissimo” – Piccinelli si sofferma sulle altre opzioni, ponendone in risalto pro e contro: “Il progetto Cavalca, come ha ben evidenziato un cittadino durante la serata, si allontana dai paesi, si allunga, taglia una bella area agricola e di paesaggio ed è anche a ridosso degli arginelli di Sabbioneta. Il primo progetto della Provincia, quello del 2014, riduce l’impatto paesaggistico e ambientale, ma non collega il Consorzio”.
Al netto di tutti questi elementi, nella lettura di Movimento Vivace e Sostenibile, l’ultimo schema progettuale sarebbe il migliore tra le ipotesi ventilate: “Un buon compromesso, ci è parso, quello offerto dall’ultimo progetto della Provincia, che non taglia il cosiddetto Gambalone e prevede un collegamento alla provinciale di Rivarolo del Re. Sarà Anas a fare il progetto definitivo e speriamo tenga conto dei migliori spunti”.
In chiusura, all’auspicio affinché l’infrastruttura sia realizzata in tempi consoni – per quanto possibile nel complesso contesto di opere di tale portata– si unisce la speranza che il progetto individuato sappia contemperare esigenze composite: “Sarà fondamentale cercare un equilibrio tra ambiente, paesaggio ed economia (che deve essere sempre più sostenibile). È sicuramente importante che l’infrastruttura venga fatta e venga fatta presto, ma questa urgenza – conclude – non deve togliere attenzione all’impatto, alla sensibilità e all’intelligenza che l’opera richiede”.
L.C.