Cronaca

Riscoprire il dialetto bozzolese:
un viaggio nella memoria contadina

Domenica 21 dicembre sarà presentato "Il dialetto contadino bozzolese al suo declino" di Ludovico Bettoni, primo glossario del dialetto locale frutto di un'approfondita e dettagliata ricerca.

Alcune immagini tratte dal volume "Il dialetto contadino bozzolese al suo declino"
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Domenica 21 dicembre alle ore 16.30, presso la sala civica di Bozzolo in piazza Europa 20, è in programma la presentazione del volume Il dialetto contadino bozzolese al suo declino di Ludovico Bettoni.

L’opera, stampata grazie all’impegno del Gruppo Culturale “Per Bozzolo” e con il contributo fondamentale del Comune di Bozzolo, della Fondazione BAM e del Gruppo TEA, oltre che dei numerosi sottoscrittori, è il frutto di oltre trent’anni di ricerche sul dialetto, soprattutto di ambito contadino, parlato a Bozzolo e nelle zone limitrofe fino alla metà del Novecento. Con le sue migliaia di voci, rappresenta il primo glossario del dialetto bozzolese dato alle stampe.

Dopo i saluti delle autorità, sono previsti gli interventi di Luigi Bettoni, che porterà il saluto dell’autore, e di Alberto Bernini, sul tema “È ancora possibile salvare i dialetti locali?”.

Lo scrupoloso lavoro di ricerca linguistica di Ludovico Bettoni, testimoniato dalla vasta bibliografia, consente di individuare, oltre al significato, anche l’etimologia delle singole voci, grazie a radici latine, ma anche celtiche e longobarde. Costante è il confronto con le parlate dei paesi vicini e, quando necessario, con alcune espressioni cremonesi, emiliane, bresciane, venete e qualche lascito del dominio austriaco.

L’ambito dei termini è prevalentemente quello agricolo, in cui ogni strumento, lavoro o gesto aveva una corrispondente parola dialettale, mentre le persone o le famiglie erano conosciute col soprannome dialettale (scutmai), spesso poi divenuto un cognome a tutti gli effetti.

Il mondo contadino ha indubbiamente caratterizzato l’identità lavorativa, economica e culturale del territorio almeno fino alla metà del secolo scorso, quando nel centro abitato esistevano ben cento stalle e numerose aziende agricole. Oggi, con la profonda trasformazione del lavoro agricolo, diventa fondamentale mantenere vivo il ricordo di modi di dire, abilità tecniche, abitudini e costumi che hanno costituito il patrimonio identitario della comunità.

Ludovico Bettoni si è dedicato a lungo alla storia di Bozzolo, pubblicando numerosi volumi e saggi di grande valore culturale, nei quali emergono competenza storica e capacità di analisi. Anche l’attuale pubblicazione può essere letta come un grande racconto di un’epoca, grazie ai numerosi inserti di carattere storico e urbanistico, alle circa 200 fotografie spesso risalenti alla prima metà del Novecento, alle spiegazioni tecniche di alcuni oggetti e ai disegni realizzati dall’autore stesso di attrezzi e strumenti agricoli, prima dell’avvento dell’industrializzazione.

Modi di dire, proverbi e filastrocche rimandano a un mondo di saggezza popolare, credenze e talvolta superstizioni diffuse in tutta la comunità, indipendentemente dalle classi sociali.

Molti lettori ritroveranno termini, espressioni e vicende già note o faranno riaffiorare ricordi apparentemente dimenticati, mentre i promotori dell’iniziativa sperano che anche i più giovani o chi proviene da altre culture possa appassionarsi alla conoscenza del passato da cui discende la comunità. Pubblicare questo volume significa sottolineare l’importanza di un vastissimo bagaglio linguistico che non deve andare perduto e fornire una documentazione storica adeguata, contribuendo in modo decisivo alla conservazione di un patrimonio culturale e identitario significativo.

Il volume è stato curato dal punto di vista redazionale da Vera Boni, Nello Calani, Irma Pagliari e Giuseppe Valentini, consta di 608 pagine, contiene circa 200 fotografie, quasi 100 schede tematiche e una Tabula gratulatoria, l’elenco di oltre 150 sottoscrittori che hanno voluto ringraziare l’autore per questo regalo speciale alla comunità e per il suo impegno nella ricerca storica locale. L’elaborazione grafica è di Elena Maroli e la stampa è di Arti Grafiche Chiribella di Bozzolo.

redazione@oglioponews.it

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