Ghislina monumentale: riscoperte
le tele e ora c'è la monografia
Le sette tele di Marco Antonio Ghislina, di periodo settecentesco, tornano a splendere a Casal Maggiore. L’approdo di un percorso fondamentale, anzi più volte definito provvidenziale, quello del recupero delle tele ammalorate, ma per fortuna non in modo irreversibile. Sono sette dipinti monumentali, conservati nella chiesa dell’ex ospedale di Casal Maggiore, oggi proprietà di ASST di Cremona.
“Dopo un lungo restauro, durato quasi un anno, anche molto impegnativo, si è scelto di allestire temporaneamente questi grandi dipinti nel palazzo abbaziale di Casalmaggiore – spiega Filippo Piazza, co-curatore del libro assieme a Gianluca Bocchi -. Il Ministero della Cultura si è impegnato in prima persona attraverso la Sovrintendeza per il restauro di questi grandi dipinti e il risultato lo possiamo vedere e apprezzare nel libro pubblicato insieme al Rotary Casalmaggiore Viadana-Sabbioneta che presentiamo proprio oggi”.
Già il volume, una monografia da più parti ritenuta necessaria proprio perché prima non esisteva nulla su questo importante pittore, diventa un tassello in più nella giornata dedicata al Ghislina. “È un volume – spiega Bocchi – che è stato fatto con il contributo del Rotary Club Casalmaggiore Viadana-Sabbioneta, di cui io sono rappresentante e sono anche co-curatore del volume insieme a Filippo Piazza per conto della Sovrintendenza di Mantova. E’ un’analisi su un pittore casalasco definito di frontiera, che abbraccia la fine del Seicento e la prima metà del Settecento. E che ovviamente contiene anche le sette tele monumentali che oggi sono state recuperate”.
Oggi le tele sono nel palazzo abbaziale, sempre più polo culturale di Casalmaggiore. “Ospitare queste tele grandi da Ghislina significa da una parte dare respiro a un patrimonio cittadino, da un’altra parte dare risalto al palazzo – spiega il parroco don Claudio Rubagotti –. Diciamo che il palazzo è veramente uno scrigno adeguato per queste tele e le tele esaltano appunto questo scrigno”.
“È un ciclo unitario di storie veterotestamentarie – spiega Roberta Ronda, che ha studiato per anni l’opera del Ghislina e ha parlato di un grandissimo risultato per la riscoperta di questo autore – forse con un filone interpretativo alle spalle: dunque storie di grandi eroi del Vecchio Testamento in grado di parlare come una sorta di biblia pauperum, dunque per immagini”.
G.G. (video Alessandro Osti)