Concerto omaggio a Sergio Lodi
dopo il dono dei suoi mandolini
Un lascito importante, che è storia e cultura insieme. A presentarlo è il sindaco di Piadena Drizzona Federica Ferrari. “E’ stato un piacere per me incontrare il Signor Sergio Lodi per parlare del lascito che ha concordato con l’Orchestra di mandolini e chitarre “Città di Brescia”. L’incontro è stato soprattutto l’occasione per ripercorrere la sua vita di musicista e anche un buon tratto di storia della musica del nostro paese e del nostro territorio”.
Sergio ha iniziato a studiare musica da autodidatta, ma presto la sua passione per gli strumenti a plettro gli ha permesso di far parte di gruppi e orchestre. Durante il periodo militare entra in un complesso formato da militari, che si esibiscono in diverse caserme siciliane, dove è di stanza. Terminata la leva, Sergio negli anni ‘50 suona con il CCP, il Complesso Caratteristico Piadenese, nato nel negozio di un barbiere sotto i portici di Via Libertà, a Piadena. Successivamente suona nell’Orchestra “Max Corradini”e nell’”Harlem” di Canneto sull’Oglio: con queste orchestre ha la possibilità di esibirsi anche fuori dalla provincia e fuori regione. Con l’”Orchestra Sterzati” le esibizioni proseguono anche all’estero, per esempio in Spagna.
Nel clima di attivismo politico e culturale che contraddistingue l’Italia di inizio anni ’60, nasce a Piadena nel 1962 il Gruppo Padano, inizialmente composto da Sergio Lodi, Delio Chittò, Amedeo Merli, Bruno Fontanella e Cesarina Flisi, a cui presto si uniscono altri giovani (come Policarpo Lanzi, Adolfo Nolli, Ortis Robusti). Le finalità del gruppo sono il recupero delle manifestazioni della cultura e dell’espressività popolare, attraverso lo studio specifico della musica tradizionale. Con questo spirito il Gruppo Padano inizia la ricerca dei canti popolari, partecipa agli spettacoli del Nuovo Canzoniere Italiano, e continua la sua attività creando nuove canzoni politiche, producendo audiovisivi, organizzando spettacoli di burattini, continuando la pubblicazione dei quaderni di Piadena.
Grazie al Gruppo Padano, Piadena arriva all’attenzione nazionale, per il suo impegno nel movimento di riscoperta e ripresa della musica popolare italiana, il cosiddetto folk music revival. “Desidero a questo proposito ringraziare Sergio Lodi, che mi ha donato il libro “Il Gruppo Padano di Piadena”, che racconta la storia e le attività del Gruppo Padano, e il suo contributo fondamentale nel testimoniare il valore sociale della musica. Sempre grazie al Gruppo Padano, Lodi incontra e conosce Dario Fo, che lo invita a casa sua (siamo a metà degli anni ’60) per preparare le musiche dello spettacolo “Ci ragiono e canto”, una rappresentazione popolare che girerà poi i teatri di tutta Italia”.
Lodi entra poi a far parte dell’Orchestra di mandolini e chitarre “Città di Brescia”, fondata da Rosa Messora, moglie di Giovani Ligasacchi, un musicista innovativo nella scena musicale italiana del secondo Novecento. Lodi conosce entrambe, ed ha l’occasione di suonare con la Signora Messora. Resta nell’orchestra per 13 anni, continuando la collaborazione ed i rapporti con l’Orchestra anche dopo non essere più parte attiva. Insieme all’Orchestra Lodi si esibisce anche all’estero, e nel 2001 la tourneé li porta negli Stati Uniti, a Providence e Boston, ma anche in luoghi particolarmente suggestivi, come la Basilica di Assisi.
Il gruppo orchestrale nasce nel 1974 per il “piacer di far musica insieme” e per valorizzare gli strumenti a plettro che nel tempo, a causa del melodramma e della canzonetta, avevano perduto la propria identità storica. L’Orchestra di mandolini e chitarre “Città di Brescia” è una delle poche orchestre a plettro rimaste in Italia (fino agli anni ’90 erano molte di più).
E’ oggi diretta da Ugo Orlandi, insegnante di mandolino presso il Conservatorio di Milano. Orlandi suona nell’Orchestra da quando aveva 11 anni, quindi da oltre 50 anni, e ci tiene a sottolineare come l’Orchestra abbia sempre cercato di diffondere la musica di alto livello coltivando la passione e la professionalità di musicisti che nella vita hanno altre attività e quindi suonano e si esibiscono non per lavoro ma per passione.
C’è un profondo legame che unisce l’Orchestra a Piadena Drizzona, sia perché Sergio Lodi ne ha fatto parte, sia perché Mario Lodi aveva organizzato un loro concerto per la pace nella Chiesa di Santa Maria Assunta poi trasmesso da Telepace.
“Pochi sanno, mi ha raccontato Orlandi, che il mandolino – rivela il sindaco Ferrari – ben prima della fama di quello napoletano, era già di casa in Lombardia. Sergio Lodi ha svolto ricerche in merito, scoprendo per esempio che presso la Casa di Riposo dl Vho di Piadena, a fine ‘800, era attiva una scuola di Lavoro e di Musica, solo per ragazze, presso la quale si insegnava anche a suonare il mandolino”.
In tutti questi anni di attività, Lodi raccoglie numerosi strumenti a plettro, ognuno con una propria storia o un ricordo legato ad eventi o persone che hanno lasciato un segno nella sua vita. Tra questi, una balalaika acquistata in Russia negli anni ‘70, uno zither acquistato a Praga, un bouzouki comprato durante la Dittatura dei Colonnelli in Grecia, un mandolino cremonese fatto costruire appositamente da Lodi al liutaio Pandini di Ferrara su disegni originali di Stradivari ed oggi conservati presso il Museo Civico di Cremona, una mandola Monzino dei primi del ‘900, una chitarra classica acquistata nel 1955, due mandolini napoletani suonati durante gli anni in cui si esibiva con l’Orchestra “Città di Brescia”.
Di tutta la raccolta, Lodi ha selezionato 18 strumenti che verranno dati in lascito all’Orchestra, perché possano continuare ad essere utilizzati. “Proprio come ringraziamento per questo lascito, l’Orchestra di mandolini e chitarre “Città di Brescia” ha proposto all’Amministrazione il concerto, che si terrà domenica 4 gennaio alle ore 16.30, presso il Teatro dell’Oratorio di Piadena, per augurare Buon Anno a tutta la nostra Comunità, e ringraziare Sergio Lodi per il suo lascito.
Come Amministrazione desideriamo ringraziare Sergio Lodi, per l’impegno che ha sempre profuso, in tutta la sua vita, per diffondere il messaggio e il valore della musica, del canto popolare e degli strumenti a plettro. Si unisce a questo ringraziamento quello all’Orchestra “Città di Brescia” perché con la sua esibizione ci permetterà di vivere un momento di condivisione ed una esperienza musicale di alto livello, creando un’atmosfera di grande valore culturale ed emotivo”.
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