Spettacolo

Gioele Dix omaggia Gaber:
venerdì parte il 2026 a Teatro

Cresce l’attesa a Casalmaggiore per il primo appuntamento teatrale del 2026. Venerdì 9 gennaio, alle ore 21, il sipario si alzerà su uno spettacolo di grande spessore artistico ed emotivo, affidato a uno dei volti più amati della scena culturale italiana: Gioele Dix.

Attore, autore e volto noto della televisione, Dix non ha mai nascosto il suo profondo legame con il palcoscenico, luogo privilegiato della sua ricerca espressiva. Ed è proprio il teatro a fare da cornice a “Ma per fortuna che c’era il Gaber”, un omaggio intenso e originale a Giorgio Gaber, proposto nell’anno del ventennale della scomparsa del Signor G.

Lo spettacolo, ispirato alle musiche e ai testi di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, è un viaggio nel cuore del teatro-canzone, genere di cui Gaber è stato interprete assoluto e irripetibile. In scena, accanto a Gioele Dix – qui in una doppia veste di attore e cantante – ci sono due musicisti di grande sensibilità: Silvano Belfiore al pianoforte e Savino Cesario alle chitarre, complici di lunga data delle incursioni gaberiane dell’artista milanese.

Prodotto dal Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Giovit, lo spettacolo porta la firma dello stesso Dix anche per drammaturgia e regia. Non si tratta di un semplice tributo celebrativo, ma di un “one man show” costruito come un insolito itinerario tra memorie, riflessioni e materiali poco conosciuti. Accanto a brani celebri del repertorio gaberiano, trovano infatti spazio versi mai musicati, canzoni mai eseguite dal vivo e monologhi rimasti allo stato di abbozzo.

Un lavoro reso possibile anche grazie al fondamentale contributo della Fondazione Gaber, che ha messo a disposizione materiali preziosi, consentendo a Dix di restituire al pubblico un Gaber sorprendente e, per certi aspetti, inedito. Tra i momenti più attesi, spicca un esilarante monologo mai rappresentato sulla Rivoluzione d’Ottobre, accanto a rievocazioni personali, come il primo incontro casuale tra lo stesso Dix e Giorgio Gaber.

Non mancano i classici, da “Il Riccardo” a “Barbera e champagne”, né le bozze di canzoni che conservano intatto lo spirito ironico, lucido e profondamente umano del teatro gaberiano. Gaber e Luporini, insieme, seppero raccontare aspirazioni, contraddizioni e cambi di rotta di un’intera generazione: “Ma per fortuna che c’era il Gaber” raccoglie questa eredità e la rilancia con rispetto, intelligenza e passione.

Un’apertura di stagione che promette emozioni e riflessione, nel segno di un grande maestro del nostro teatro civile e musicale.

redazione@oglioponews.it

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