Politica

Contributi negati ad Arces:
interrogazione di Pradella

I volontari di Arces Viadana

“Esprimiamo rammarico nel constatare come un’associazione di volontariato venga trattata in questo modo, nonostante il valore insostituibile che rappresenta per la comunità”: ad affermarlo, riferendosi ad Arces Viadana, è il consigliere di opposizione Enos Pradella.

Dai banchi di minoranza, l’esponente di Uniti per Viadana pone il tema – tramite apposita interrogazione – affinché la questione possa essere discussa nel prossimo Consiglio comunale. Alla base dell’iniziativa vi è la volontà di chiedere informazioni all’amministrazione in merito al mancato riconoscimento del contributo previsto dal bando di volontariato comunale per l’anno 2025 all’associazione presieduta da Giuseppe Guarino.

“Nel 2024 – afferma l’esponente dem – la motivazione per il mancato sostegno, fornita per iscritto dal Comune, era stata la “mancanza di fondi”. Per il 2025, invece, non è giunta alcuna comunicazione ufficiale: secondo indiscrezioni, il diniego non sarebbe legato alla documentazione o alla carenza di risorse, bensì alla presunta “mancanza di progettualità” o all’asserita non attinenza al bando”.

Negli anni precedenti, sotto la stessa amministrazione Cavatorta, l’associazione ha sempre ricevuto il contributo per le attività a sostegno delle famiglie in difficoltà, svolte tramite la distribuzione di pacchi alimentari in convenzione con il Banco Alimentare e in supporto della Coop con cui collabora da oltre dieci anni. Tali attività sono da sempre svolte in collaborazione e segnalate all’Ufficio Servizi Sociali del Comune.

“Ad oggi – continua Pradella – l’associazione assiste 70 famiglie in situazioni di bisogno. Il taglio del contributo rischia di tradursi in una riduzione concreta dei servizi offerti, con ricadute dirette sulle persone più fragili del territorio”.

Sulle motivazioni addotte dall’amministrazione, il consigliere di opposizione aggiunge: “Il sindaco afferma che tali interventi non rientrano più nella casistica del bando; questo implicherebbe che le associazioni debbano presentare ogni anno progetti nuovi. Una simile impostazione non appare coerente con quanto indicato dal Codice del Terzo Settore, che disciplina forme di coprogettazione e attività in convenzione con gli enti pubblici”.

Numerosi i quesiti posti nel documento: “Le associazioni che hanno ottenuto il contributo hanno presentato progetti realmente utili alla comunità rispetto all’intervento di assistenza alimentare di Arces? Le altre realtà hanno proposto ogni anno progettualità completamente diverse? Ritenete accettabile che i volontari debbano anche farsi carico di costi economici per garantire un servizio che spetterebbe all’ente pubblico?”.

L.C.

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