Arte

Il dipinto del pittore cremonese
Giulio Calvi compie 440 anni

Un dettaglio della pala d'altare del Coronaro

Compie 440 anni una importante opera d’arte cremonese. Si tratta della pala dell’altare maggiore della chiesa parrocchiale di Zibello. Pala datata 1586 che vede raffigurato “Il martirio dei Santi Gervasio e Protasio” (ai quali è intitolata la chiesa emiliana), realizzata dal pittore cremonese Giulio Calvi, conosciuto come “Coronaro”. L’artista cremonese, doveroso ricordarlo, fu allievo di Giovan Battista Trotti. In questo quadro dinanzi al tiranno Astasio, presso il corpo di San Gervasio, riverso sul pavimento, giace, genuflesso, San Protasio che sta per subire a sua volta il martirio.

Per forza espressiva e per cristallina intensità delle zone di colore, prive di velature e accostate le une alle altre in un sapiente gioco di giustapposizioni che accresce il vivace splendore di ogni tinta, l’opera, datata appunto 1586, è tra considerata tra le più rappresentative di Giulio Calvi detto Il Coronaro, firmata e datata: “Julius Calvus dictus Coronarius Cremonensis F. MDLXXXVI”. Dello stesso anno e del medesimo pittore (nato a Cremona nel 1560 e morto nel 1596 circa e quindi, pur con l’approssimazione della data di morte, ricorrerebbe il 430esimo della morte) è anche un altro olio su tela conservato nella stessa chiesa che raffigura “Gli apostoli Giacomo e Filippo”. La pala dell’altare maggiore, notizie storiche alla mano, pare sia stata voluta e commissionata   dalla stessa parrocchia di Zibello.

La tela che, invece, raffigura gli apostoli Giacomo e Filippo, non è da escludere che possa avere avuto legami con la chiesa cremonese di San Domenico ,da decenni demolita. Una chiesa, quella di Zibello, che per altro è scrigno di opere che “parlano” cremonese. Ci sono infatti le vetrate realizzate dal maestro Giuseppe Moroni e c’è la cappella del Crocifisso eretta a spese dei fedeli tra il 1859 ed il 1860 su progetto dell’ingegner Pier Luigi  Montecchini di Cremona (che curò anche il progetto dello storico Teatro Verdi di Busseto).

Cappella, quest’ultima, in cui spiccano il sontuoso altare e la monumentale ancona in legno intagliato e dorato, consacrato il 22 ottobre 1860 dal vescovo cremonese Antonio Novasconi. Infine, anche se da decenni in disuso, da non dimenticare l’organo liturgico del lodigiano Angeli Cavalli, rammodernato nel 1930 dal cremasco Pacifico Inzoli.

Quella di Zibello è una parrocchia antichissima e per secoli appartenne alla Diocesi di Cremona: nel 1601, con la nascita della diocesi di Borgo San Donnino (oggi Fidenza) entrò a far parte della nuova diocesi emiliana insieme alle altre dell’Oltrepo scorporate dalla diocesi di Cremona. Attualmente la parrocchia, da oltre sette mesi, è vacante, in attesa della nomina di un nuovo parroco e con la speranza che la pala dell’altare maggiore possa trovare la sensibilità e l’attenzione di benefattori che ne sostengano il restauro.

Eremita del Po, Paolo Panni

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