Viadana Olimpica: la fiamma ha
unito i cuori sportivi dell'Oglio Po
Milano-Cortina bacia anche il comprensorio Oglio Po: il passaggio da Viadana ha infatti aperto, lunedì nel primo pomeriggio, la tappa numero 43 di viaggio della torcia olimpica, la fiamma che – partita da Olimpia, in Grecia – non potrà mai spegnersi fino a che non saranno conclusi i Giochi Invernali, che tornano in Italia a distanza di vent’anni da Torino 2006 (per il nostro Paese sono le quarte Olimpiadi, di cui ben tre invernali più l’unica estiva di Roma 1960).
Cronoprogramma rispettato dagli organizzatori, con la carovana della torcia olimpica composta anche dagli sponsor principali, che somiglia – un po’ più in piccolo – a quella del Giro d’Italia, che Viadana ha conosciuto bene lo scorso maggio. Qui il giro è stato diverso, con i 15 tedofori che hanno portato la fiaccola per 150-200 metri a testa all’interno di un circuito cittadino partito da via Vanoni e arrivato in via Roma, toccando anche le scuole in via Sanfelice: il tutto tra le 13.45 e le 14.30.
Poi la fiaccola, a bordo dei pulmini dell’organizzazione (che trasportano anche i tedofori), ha raggiunto Brescello, per proseguire il suo percorso a Suzzara e infine nella città di Mantova, dove il braciere sarà acceso in serata, restando attivo nella notte come avvenuto in altre città (a Brescia, per esempio, sabato sera).
Tra i tedofori c’era anche Simone Raineri, certamente il nome più “pesante” a livello sportivo, nonché campione olimpico a Sidney 2000 nel canottaggio e argento otto anni dopo a Pechino. Raineri ha incarnato un duplice simbolismo: campione nello sport e rappresentante del comprensorio Oglio Po a tutto tondo, essendo nato a Bozzolo ed essendo sempre vissuto a Casalmaggiore.
Una festa di popolo, coinvolgendo anche tedofori non Vip o comunque meno famosi, come tutto sommato è giusto che sia, calcolando il valore davvero “popolare” dei Giochi Olimpici. Il 6 febbraio la torcia accenderà il braciere di San Siro e quel giorno le Olimpiadi di Milano-Cortina prenderanno ufficialmente il via.
Giovanni Gardani (foto Alessandro Osti)