Al Fi.Du.Cia Festival due film
sulla condizione della donna
Dopo la pausa natalizia, tornano le proiezioni del festival cinematografico Fi.Du.Cia con la consueta accurata selezione di film italiani e internazionali che affrontano temi cruciali come il cambiamento climatico e la vita urbana in continua evoluzione. Tra questi il tema della donna, lo sguardo femminile sull’esistenza e le sue continue sfide per la parità, il contrasto alla violenza di genere e l’empowerment.
Due opere in particolare trattano questi temi che proponiamo per una riflessione condivisa. Il primo è “Oya”, documentario diretto dalla regista turca Sevinç Baloğlu, in programma giovedì 22 gennaio, alle 21. Il film accompagna il pubblico in un viaggio intimo e poetico all’interno di una tradizione antica, quella dell’oya, il ricamo ornamentale che per secoli ha rappresentato una forma silenziosa di comunicazione e di resistenza per le donne.
Protagonista è Gülbiye, unica donna del suo villaggio che ancora alleva bachi per produrre filo di seta. Alle tecniche si aggiunge il valore simbolico e rituale degli oya. In parallelo, un collezionista intraprende un viaggio alla ricerca della storia nascosta dietro uno dei suoi ricami preferiti, un racconto che intreccia intimità familiare e dimensione collettiva. Il film restituisce così il percorso di trasformazione degli oya: da strumento di espressione delle donne oppresse a mezzo di emancipazione, capace di offrire indipendenza economica e consapevolezza identitaria.
Con la sua casa di produzione SU Film, la regista Sevinç Baloğlu ha realizzato documentari dedicati alle culture che scompaiono, alle minoranze e ai diritti delle donne, sviluppando uno sguardo sensibile e politico sul rapporto tra tradizione, memoria e contemporaneità.
Il secondo film è un’opera italiana, dal titolo “Un altro domani”, diretta da Silvio Soldini e Cristiana Mainardi, in programma sabato 14 marzo, alle ore 16.30. Il film afferma come la violenza sulle donne sia un termometro del livello di civiltà raggiunto da un Paese.
Con testimonianze delle vittime, degli autori di violenza e delle figure incaricate di occuparsi del problema (psicologi, autorità giudiziarie, avvocati, responsabili dei centri antiviolenza, ecc.), indaga sulle dinamiche psicologiche e socioculturali da cui ha origine questa violenza, e su come si possa riconoscerla fin dai primi segnali, per prevenirla.
“Un altro domani” è la proiezione fuori concorso (Fi.Du.Cia OFF) in collaborazione con la Cooperativa sociale Santa Lucia di Asola, che per il terzo anno arricchisce il festival con uno spaccato sulle fragilità umane, affrontando stereotipi e pregiudizi e portando una più ampia visione del mondo. Seguirà una riflessione con Elena Silvestri, psicologa del Centro Donne Mantova.
Le due proiezioni si inseriscono nel calendario 2026 del Festival FIDUCIA, che da novembre ad aprile propone una rassegna di documentari italiani e internazionali dedicati alle trasformazioni urbane, ambientali e sociali del nostro tempo. Anche in questa edizione il festival conferma la propria vocazione a essere uno spazio di incontro e riflessione, in cui il cinema diventa strumento di dialogo tra comunità, territori e culture, fino alla serata finale del 30 aprile 2026, dedicata al gran galà e alle premiazioni.
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