Cronaca

Addio a don Marco Tizzi, il prete dei ragazzi e della montagna

Aveva 78 anni, compiuti domenica. Ordinato sacerdote il 18 luglio 1971, il primo incarico fu come vicario a Viadana, poi la lunga esperienza a Casalmaggiore che si concluse nel 1994

Il servizio di CR1
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Ora lo accolgano le sue cime, che tanto ha amato. Di certo ha avuto il merito di segnare, con il suo amore per l’oratorio e, in seconda (o forse prima) battuta, per la montagna, una generazione di giovani casalesi e casalaschi. Che oggi lo piangono, nonostante da Casalmaggiore se ne fosse andato da diversi anni, pur tornando ogni tanto anche perché originario di Sabbioneta, dunque non lontano dalla sua “seconda casa”.

Si è spento don Marco Tizzi, aveva 78 anni, peraltro compiuti proprio domenica 25 gennaio. Uomo di apertura – si direbbe costruttore di ponti – è stato ordinato sacerdote il 18 luglio 1971. Il primo incarico fu come vicario a Viadana dal 1971 al 1979. In seguito, la lunga esperienza presso la Parrocchia di Santo Stefano a Casalmaggiore che si concluse nel 1994.

Altrettanto importanti e significative furono le esperienze successive: nel 1994 è stato nominato parroco della Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo a Belforte, frazione di Gazzuolo. Dal 2012 gli è stata affidata anche la comunità parrocchiale di Santa Maria Nascente in Gazzuolo. Infine, dal 2015 al 2018 prestò servizio a Commessaggio.

Nel 2017 concesse l’oratorio parrocchiale alla comunità musulmana di Gazzuolo per la preghiera durante il Ramadan, un’iniziativa che difese rivendicando l’importanza del dialogo tra le religioni e citando anche il Santo Padre: “Se Papa Francesco è stato accolto per una preghiera in una grande moschea – aveva dichiarato don Marco alla Gazzetta di Mantova – penso che offrire una stanza a un gruppo di musulmani per pregare alla sera in occasione del Ramadan non sia proprio una scelta scandalosa”.

In seguito, nel 2022, per motivi di salute, ha rinunciato alla guida delle parrocchie di Gazzuolo, Belforte e Commessaggio, mantenendo comunque l’incarico di collaboratore parrocchiale delle tre realtà.

In fondo, don Marco Tizzi non se ne è mai andato veramente da Casalmaggiore. Pur se l’esperienza nel sacerdozio è proseguita in altri contesti, è sempre rimasto legato a doppio filo al casalasco, un rapporto di vicinanza reciproco che non si è mai interrotto.

Don Marco portava Casalmaggiore nel cuore e i ragazzi che ha cresciuto – è stato vicario presso la Parrocchia di Santo Stefano dal 1979 al 1994 – lo hanno sempre ricordato con grande affetto. Nato a Sabbioneta il 25 gennaio 1948, ha portato, letteralmente, un simbolo del casalasco, la Statuetta della Madonna dell’oratorio di Casalmaggiore, su tante cime che, più volte nel corso degli anni, ha raggiunto, guadagnandosi anche il titolo ad honorem di guida alpina.

La passione per la montagna, trasmessa a tanti giovani che oggi ne ricordano la figura, la caratura morale e il suo saper guardare oltre gli ostacoli e le difficoltà, costituiscono elementi di un bagaglio di valori lasciati in eredità a generazioni di ragazzi in tutti i contesti in cui ha prestato la propria attività. Essi ne custodiscono gli insegnamenti e oggi – lunedì 26 gennaio – ne piangono la dipartita. Tanti i messaggi soprattutto via social, lui che su Facebook per tutti era “Don Aquila Selvaggia”.

Peraltro la stretta attualità si ricollega a don Marco Tizzi anche al Museo del Bijou, dove è allestita la mostra dedicata alla montagna, con vista sulle Olimpiadi di Milano-Cortina: quella montagna che – coi soggiorni e le colonie alla baita Don Bosco a Fiera di Primiero in Val Canali – don Marco tanto amava e che ha spinto tanti ragazzi ad amare, tanto che proprio in Sala Zaffanella non mancano fotografie e cimeli dello stesso sacerdote.

I funerali di don Marco, salutato dal vescovo Antonio e dal vescovo Dante, dalla Chiesa di Cremona, dai fratelli Claudio e Giancarlo, dai nipoti e parenti tutti, saranno celebrati mercoledì 28 alle ore 15: la salma sarà esposta nella chiesa parrocchiale di Belforte, dove martedì 27 alle ore 20.45 sarà recitato il Santo Rosario. La tumulazione avverrà a Sabbioneta. I famigliari ringraziano il personale della Rsa Germani di Cingia de’ Botti per la preziosa assistenza prestata.

L.C.-G.G.

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